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il colpo a Porta Castello 

Rapina alla Coop: le mosse del bandito sono state registrate

Ambra Prati
Rapina alla Coop: le mosse del bandito sono state registrate

L’uomo per 10 minuti ha finto di fare acquisti tra le corsie prima di estrarre la pistola davanti alla cassiera rimasta sola 

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Ambra Prati

reggio emilia. Prima è entrato all’interno come un normale cliente dirigendosi dritto in fondo, poi si è attardato tra gli scaffali fingendo di esaminare i prodotti: in realtà i diversi “passaggi” tra una corsia e l’altra servivano per verificare se la cassiera era rimasta sola.

Questo il particolare emerso all’indomani della rapina a mano armata – la terza in dieci giorni – avvenuta martedì sera ai danni della Coop di Porta Castello. Il rapinatore della Coop – descritto come non giovane, sui 50 anni – è stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza interne al punto vendita, ora scandagliate dalla polizia di Stato.

Non si è trattato di un’irruzione di pochi minuti, come è parso a un cliente e a un’altra dipendente che si trovavano a distanza: al contrario il bandito ha dimostrato un grande sangue freddo. Una volta entrato all’interno del supermercato ha iniziato a girovagare tra i clienti che stavano facendo la spesa. Il malvivente stava infatti aspettando il momento propizio per entrare in azione.

Quando alla barriera delle casse la dipendente è rimasta sola il rapinatore si è avvicinato, ha estratto una pistola (con tutta probabilità giocattolo), l’ha puntata al petto della dipendente e le ha intimato il classico «Questa è una rapina, dammi tutti i soldi». Per poi scappare, di corsa, verso l’ex seminario. Il bottino, rispetto ad una prima stima, pare inferiore ai 2.500 euro dell’incasso giornaliero stimati inizialmente. Difatti davanti alla cassiera paralizzata dalla paura, il rapinatore si è servito in autonomia, arraffando parte delle banconote presenti. Da una stima più esatta pare che la refurtiva ammonti a circa la metà.

L’indagine sull’ultimo colpo, così come quella sui precedenti in ordine di tempo, è affidata alla Squadra Mobile. In attesa dei responsi degli esperti della Scientifica, che potrebbero essere decisivi, i poliziotti stanno esaminando fotogramma per fotogramma: anche se non si vede il volto (coperto da un cappello e dalla mascherina) e indossava guanti, ogni particolare potrebbe essere prezioso.

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