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sant’ilario, il processo 

Ex compagno assolto per maltrattamenti e stupro

T.S.
Ex compagno assolto per maltrattamenti e stupro

Il giudice non ha ritenuto provate le accuse. La difesa smonta l’audio registrato dalla donna: «Non c’è violenza sessuale»

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sant’ilario. Una convivenza durata 13 anni, con pure una figlia di mezzo, è finita nel peggiore dei modi, cioè con accuse pesanti dell’ormai ex compagna all’uomo (un operaio trentenne) con cui ha diviso una bella fetta di vita.

E la denuncia della giovane – ritenuta credibile – ha portato la pm Piera Giannusa (che ha coordinato gli accertamenti dei carabinieri) a chiedere il processo per l’ex convivente, accusandolo di maltrattamenti e di violenza sessuale. I maltrattamenti sarebbero derivati da parole pesanti nei confronti della donna, anche davanti alla figlia, che la facevano sentire poco importante, se non inutile.

Poi vi sarebbero due episodi di violenza sessuale, di cui uno – collocato nel maggio 2021 – sarebbe illustrato da un audio registrato con il telefonino, il cui contenuto è stato poi trascritto e finito al centro dell’udienza preliminare davanti al gup Silvia Guareschi. Nel procedimento – con rito abbreviato – è stata sentita sia una vicina di casa sulle liti che contrassegnavano quella convivenza, sia la madre dell’ex compagna (quest’ultima si è costituita parte civile e ha chiesto i danni).

Nell’ultima “tappa” ha parlato anche l’imputato che – attraverso quelle che tecnicamente si definiscono “dichiarazioni spontanee” – si è difeso dalle accuse.

La requisitoria del pm Iacopo Berardi (in sostituzione della collega titolare del fascicolo) si è chiusa con la richiesta di condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione, ritenendo l’imputato responsabile penalmente di quanto gli è stato contestato. Di diverso avviso l’avvocatessa Elena Ravelli, difensore dell’operaio. Un’arringa piuttosto articolata la sua, in cui ha smontato la ricostruzione della violenza sessuale fatta sulla base dell’audio, facendo leva sul fatto che per dimostrare quel tipo di reato occorre provare l’induzione e la costrizione, ma per la difesa quei due presupposti proprio non vi sarebbero stati. Inoltre il difensore ha “aggredito” anche l’altro episodio di violenza sessuale e i maltrattamenti, ritenendoli non provati, in quanto sono solo le parole della donna contro il suo assistito. Da qui la richiesta d’assoluzione. Tesi difensiva che ha convinto il gup Guareschi e il trentenne è stato assolto da entrambi i reati «perché il fatto non sussiste». Le motivazioni della sentenza si conosceranno fra due mesi.

Contestualmente al verdetto è stata revocata al 30enne la misura restrittiva del divieto di avvicinamento all’ex compagna.

T.S.

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