«Reclutati 48 nuovi volontari dopo le difficoltà del 2020»
Il presidente Gemmi, che si è insediato proprio a inizio pandemia, fa un bilancio «Servizi e spostamenti sono aumentati. Nuovi ingressi sarebbero graditi»
CORREGGIO. «I volontari sono sempre ben graditi, non bastano mai anche se abbiamo da poco finito il corso che ci ha permesso di reclutare 48 persone. Attualmente riusciamo a svolgere tutti i servizi anche se il lavoro è aumentato. Con la chiusura del pronto soccorso di Correggio, se prima per una missione impiegavamo circa 40 minuti ora occorre il doppio del tempo».
A parlare è Marco Gemmi, presidente della Croce Rossa Comitato di Correggio che si è insediato il 21 febbraio 2020, al posto di Milo Bellesia, in piena emergenza sanitaria, e che oggi può tirare un respiro di sollievo.
Nonostante la pandemia tuttora in corso e la mole di lavoro, infatti, non sono emerse criticità nello svolgimento delle operazioni di soccorso. «L’anno 2020 è stato un dramma dal punto di vista della reperibilità dei volontari. Per fortuna, grazie all’articolo 39 del Codice della Protezione Civile che prevede che i volontari appartenenti ad organizzazioni di volontariato regolarmente iscritte negli elenchi, impiegati in attività di Protezione civile abbiano diritto al mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico previdenziale. Grazie a questa disposizione siamo riusciti a coprire tutti i turni. Per contro, c’è stata poi la disposizione che non potevano essere utilizzati over 65 per cui molti nostri volontari sono rimasti a casa».
Attualmente, grazie al bando servizio civile la Cri di Correggio ha a disposizione 10 giovani che nel corso del 2022 saliranno a 15. Il progetto prevede per i volontari del Servizio civile attività che spaziano dal centralino al supporto all’equipaggio nei viaggi ordinari per dializzati, visite e altro Avranno modo di valutare l’interesse a diventare volontari e seguire i corsi che li potrebbero portare a poter essere preparati per gli interventi di Emergenza 118 con compiti di soccorritore e autista, essere in squadra nell’auto infermieristica o nell’auto medica. Ma anche far parte degli equipaggi dediti al trasporto di persone dializzate o nei trasferimenti tra reparti ospedalieri; essere componente di una squadra di interventi di protezione civile per il soccorso in acqua come nelle squadre cinofili, e così via.
Il mondo di Croce Rossa conosciuto prevalentemente per il soccorso agli infermi spazia, infatti, anche nel sociale e nella diffusione della cultura della pace e nella promozione dei giovani quale soggetto attivo del suo territorio e nel miglioramento personale e in relazione con gli altri.
Mauro Pinotti
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