Centinaia di bambini in fila di primo mattino per essere vaccinati
Tutte esaurite le dosi senza prenotazione riservate ai giovani dai 5 ai 19 anni Oltre 500 iniezioni nel tendone dove i medici li accolgono vestiti da eroi fiabeschi
Enrico Lorenzo Tidona
REGGIO EMILIA. Trecento dosi al mattino e duecento al pomeriggio sono andate “bruciate” in poche ore. Numeri che sanciscono il successo della vaccinazione senza prenotazione dedicata ieri a bambini e adolescenti a Reggio. «Quando tutti saranno vaccinati forse riusciremo a mandare via questo brutto Covid». Tra i tanti in fila c’è anche Ester, che fa le elementari e parla dietro quella mascherina che costringe lei e la sua generazione a rinunciare alla spontaneità di bronci e sorrisi. Nel momento in cui esprime questa speranza ha al suo fianco la sorella e i genitori. Sono tutti allineati nel lunghissimo serpentone umano con centinaia di bambini che da ieri mattina di buon’ora si è formato in piazza della Vittoria, davanti al centro vaccinale allestito dentro il grande tendone riconvertito in hub vaccinale.
Un contenitore di speranza, per bambini e genitori, per 300 dei quali – dai 5 agli 11 anni – è stata data la possibilità di effettuare ieri mattina la prima dose del vaccino senza prenotazione. Nel pomeriggio sono state messe a disposizione altre 200 dosi, tra prime e terze, per i ragazzi dai 12 ai 19 anni. Giornata terminata con il sold-out.
BIMBI IN FILA
«I miei figli vanno tutti a scuola – racconta Rossella Calisti appena uscita con i suoi tre bambini –. Il vaccino è una tutela per cercare di rientrare un poco nella normalità, se ci si riesce». I suoi figli hanno dieci, otto e quasi sette anni il terzo. «Abbiamo aspettato un’oretta. Siamo arrivati molto presto per prendere il numero e poi ci siamo messi in fila» spiega la donna appena uscita dal tendone insieme ai bimbi e al marito: «Abbiamo vaccinato prima la più grande che è a casa e ha sedici anni. Abbiamo poi deciso di vaccinare anche loro per tutelarli visto il periodo pandemico. Noi siamo sempre stati d’accordo sui vaccini e li abbiamo sempre fatti da quando sono nati».
UN GESTO PER GLI ALTRI
Certo ora le preoccupazioni sono molteplici tra varianti, scuole riaperte, incertezza sulla durata della pandemia di cui non si intravvede ancora la fine senza scordare lo strascico psicologico.
«Dobbiamo tutelare anche le persone fragili e chi è in difficoltà oltre che mio figlio», dice Pamela Ferrari con accanto il figlio di sette anni. Loro sono giunti da Cavriago, con un’idea precisa da parte della madre, che ha un’aura comunitaria e va oltre il suo ambito famigliare. Il pensiero di molti genitori va anche alla scuola e alla didattica a distanza, che tante lacune sta lasciando soprattutto ai più piccoli: «Ci sono anche questo tipo di timori ma non sono la cosa principale» ci tiene a ribadire Pamela, il cui sguardo è ben più ampio.
LE DUE PIAZZE
Solo il giorno prima quel tratto tra piazza della Vittoria e piazza Martiri del 7 Luglio era calpestato da no-vax e no-green pass reggiani, che erano tornati a farsi sentire per protestare principalmente contro le restrizioni imposte dal governo per cercare di argine il picco pandemico ancora in atto anche a Reggio e provincia. «Mio figlio fa la quinta elementare e deve poter andare a scuola tranquillo – spiega Ernesto De Luca Bossa con accanto il figlio –. Per lui si tratta della prima dose. Abbiamo appena preso il biglietto e adesso ci mettiamo a compilare il foglio che ci hanno dato». La fila sembra infinita: alle 7.30 c’era già chi si era messo in attesa dei numeri che sarebbero però stati distribuiti solo un’ora dopo. Un’attesa che per alcuni, specialmente i primi, si è protratta fino a due ore prima di uscire dal tendone, sfidando il freddo e la pazienza dei figli che, in molti casi, si sono messi a giocare tra il parco del Popolo e la piazza ricoperta da una patina ghiacciata.
Il figlio di Ernesto, come diversi altri, aveva già un appuntamento fissato dall’Ausl di Reggio Emilia ma ha voluto anticipare. «Ormai ogni giorno sentiamo di un positivo e non si può dire di essere davvero tranquilli – dice il padre – poi noi, come tutti, abbiamo una nonna e bisogna pensare anche alle persone più fragili. Più avanti si potrà pensare di tornare anche a viaggiare. Noi andavamo all’estero tutti gli anni ma negli ultimi due non ci siamo più mossi». Mentre per i più piccoli il vaccino utilizzato è stato il Pfizer pediatrico – somministrato alla presenza di un genitore e della necessaria dichiarazione di consenso anche dell’altro genitore – per i ragazzi della fascia 12-19 anni la somministrazione della terza dose aveva come vincolo il termine dei 120 giorni dalla somministrazione della seconda dose (per vaccino Pfizer o Moderna) o dal vaccino monodose Johnson& Johnson. La fila intanto si allunga col passare dei minuti. Arriva fino ai giochi del Parco del Popolo, compiendo diverse curve, per ridursi verso l’ora di pranzo, tornando a formarsi in linea retta nel primo pomeriggio, quando arriva il turno degli adolescenti, che prendono posto all’altezza del teatro Valli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
