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Carpineti, dalla pensione arriva Vezzosi al posto del dottore con il Covid

L’Ausl trova la quadra. Il medico ed ex sindaco di Casina si è reso disponibile. La situazione si alleggerisce ma resta il problema della condotta vacante


17 gennaio 2022 Miriam Figliuolo


CARPINETI. Sarà Walter Vezzosi, medico in pensione ed ex sindaco di Casina, a sostituire in questi giorni Daniele Rossi, medico di base assente da ieri perché risultato positivo al Covid nel fine settimana.

È stata risolta così dalla direzione sanitaria reggiana, con estrema rapidità e grazie alla disponibilità di Vezzosi richiamato dalla pensione, la situazione critica venutasi a creare nel vasto territorio carpinetano dove, delle tre condotte presenti ne sarebbe rimasta attiva solo una, quella del dottor Marco Santi, dopo che a circa due anni dalla pensione del terzo medico in servizio, Walter Dallari, ancora nessuno ha preso il suo posto.

«A meno di 24 ore dall’emergenza medico a Carpineti, dovuta alla positività del dottor Rossi, si è trovato il sostituto che inizierà domattina, martedì», commenta, tirando un sospiro di sollievo, il sindaco Tiziano Borghi, che già domenica aveva avvisato con un post su Facebook – commentatissimo dai residenti solidali con i loro medici ma molto preoccupati per gli inevitabili disagi in un periodo, per di più, di emergenza sanitaria –, dell’assenza di Rossi.

«La figura sostitutiva è il dottor Walter Vezzosi, medico di lungo corso a Casina – prosegue Borghi –. Il dottor Vezzosi sostituirà il dottor Rossi per tutto il tempo necessario, ossia fino a quando non si rinegativizzerà e potrà riprendere a lavorare nel proprio ambulatorio».

La presenza di Vezzosi alleggerisce di molto la situazione, ma essa resta critica, come in molte altre parti della montagna, dove il turnover dei medici (molti pensionamenti e pochi o quasi nulli ingressi), pone di fronte a un serio problema, che rientra nella generale tendenza al depauperamento dei servizi, in questo caso però, davvero più che essenziale.

Per il posto lasciato libero da Dallari «sono già stati banditi due concorsi senza buon esito (o non si è presentato nessuno o chi ha vinto ha poi rinunciato)», scriveva domenica Borghi su Facebook –, mi sembra stiano predisponendo il terzo. Come già detto la situazione è drammatica, non a Carpineti, ma in tutta la montagna e in tante altre parti d’Italia. Purtroppo la mancanza di medici viene da lontano, in primis dal numero chiuso a medicina di circa dieci anni fa: chi ha prefissato il numero non ha centrato i bisogni della società. In questi giorni si è aggiunto poi l’aumento del numero dei medici specializzandi che ha indotto un maggior numero di laureati in medicina a iscriversi e a non esercitare». E la pandemia ci ha messo il carico.

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