«Aprite la struttura “Il Melograno” Tutti gli anziani sono negativi»
L’appello arriva dalla figlia di un’anziana che frequenta il centro chiuso dal 30 dicembre. Martini: «Stiamo aspettando che l’Ausl faccia i tamponi»
reggio emilia. È una lettera-appello comprensibilmente disperata quella inviata alla Gazzetta dalla figlia di un’anziana malata di demenza che frequenta il centro diurno di Asp Il Melograno.
Struttura che è chiusa da oltre due settimane con grande disagio per chi lo frequenta e per le famiglie. «Il centro è chiuso dal 30 dicembre – scrive la donna – a causa di un contatto con un familiare positivo. L’anziana interessata ha frequentato il centro fino al 22 dicembre, la sera del 29 ci è stata comunicata la chiusura a far tempo dal giorno successivo e ad oggi non abbiamo ancora ricevuto notizie in merito all’apertura, nonostante tutti gli anziani e gli operatori abbiano effettuato il tampone molecolare il 3 gennaio con esito negativo».
La scorsa settimana dunque la donna ha «chiamato giornalmente la struttura per avere notizie in merito, scritto due volte alla responsabile e al direttore del distretto Ausl di Reggio Emilia, ma non ho avuto ritorni, nonostante i miei solleciti ripetuti, sulle motivazioni che non permettono la riapertura del centro. Tutti conosciamo l’importanza del servizio offerto e di quanto sia necessario per i nostri cari frequentare un luogo di incontro conosciuto e socializzante, nonché mantenere le proprie quotidianità e abitudini, per cercare di conservare il più a lungo possibile le autonomie rimaste. E di contro quanto questi cambi repentini e a volte duraturi destabilizzino l’anziano».
La situazione, conclude la figlia dell’anziana, «è completamente cambiata rispetto a due anni fa, quando a inizio pandemia la struttura è rimasta chiusa per ben cinque mesi. Anche allora i tempi erano stati biblici con non pochi problemi ma oggi con anziani super vaccinati e protetti con terza dose, regole e attenzioni applicate quotidianamente e decreti per quarantena completamente rivisti, non è accettabile che ancora una volta si scelga di chiudere e di lasciare chiuso per più di due settimane senza motivazione e soprattutto senza una previsione». Ormai «da tempo e da più parti abbiamo sentito ripetere che non siamo più in emergenza, ma credo fermamente che lo saremo sempre e comunque se non sapremo ascoltare i bisogni degli anziani ammalati e delle loro famiglie, cercando di organizzare per tempo servizi puntuali ed efficaci per prevenire ed evitare il ripetersi di situazioni analoghe».
A rispondere alla donna è la stessa Mariella Martini, presidente di Asp. Che chiarisce: «La verifica delle condizioni di positività o negatività quando si verifica un caso fra operatori, ospiti o entrambi, sia come controllo dovuto al periodo di quarantena che per l’isolamento, spetta all’Ausl che dispone poi la riapertura. Purtroppo l’azienda sanitaria è oberata a causa della numerosità dei contagi giornalieri ed è obiettivamente in ritardo ma anche in un incontro di oggi ho fatto presente la situazione del Melograno. Mi è stato garantito che le verifiche avverranno al più presto».
L. G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
