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Saman, lo zio arriverà in Italia giovedì

Elisa Pederzoli
Saman, lo zio arriverà in Italia giovedì

Previsto l’atterraggio a Bologna poi sarà preso in consegna dai carabinieri: è accusato di aver ucciso la 18enne

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Elisa Pederzoli

NOVELLARA. Arriverà in Italia giovedì, Danish Hasnain. Lo zio di Saman Abbas, accusato di essere il suo assassino, lascerà la Francia dove è stato arrestato lo scorso 22 settembre dopo quasi cinque mesi di latitanza.

Le procedure di estradizione, dunque, volgono alla loro conclusione dopo tre mesi in cui il pakistano ha tentato di resistere al suo trasferimento in Italia, nelle udienze davanti alla Chambre de l’Instruction di Parigi. In aula, infatti, ha sempre negato di essere l’omicida, asserendo anzi che Saman non è morta in considerazione del fatto che nessun cadavere è mai stato ritrovato e che dunque lui è innocente. Fino al 5 gennaio scorso quando, infine, ha accettato di essere portato in Italia.

E dunque, se tutto è confermato, arriverà giovedì con un volo in partenza dall’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi e in atterraggio al Guglielmo Marconi di Bologna. Per il viaggio, verrà preso in consegna dal personale del Servizio di cooperazione internazionale della polizia criminale del Ministero dell’Interno. Una volta a Bologna, sarà consegnato ai carabinieri del Nucleo investigativo per essere portato in carcere a Reggio Emilia, in attesa dell’udienza.

A nove mesi dalla sparizione della 18enne, è chiaro che ci si aspetta una svolta dalle sue dichiarazioni. Dopo che per tre mesi le ricerche nei campi di Novellara – dove gli investigatori ipotizzano che Saman sia stata uccisa e sepolta – non hanno dato esito, gli occhi sono puntati sugli indagati. Quelli agli arresti sono lo zio e il cugino Ikram Ijaz, il primo a finire in manette dopo la fuga da Novellara. Era stato fermato in Francia, poche settimane dopo la scomparsa di Saman. Non si mai opposto all’estradizione in Italia, ma anche lui si è sempre dichiarato innocente. Dei genitori della ragazza, fuggiti in Pakistan e sui quali pende un mandato di arresto internazionale, ancora nessuna traccia. Così come del secondo cugino, Numanulhaq Numanulhaq. Che si è ipotizzato aver presto la strada della Francia, come i parenti, ma ancora resta latitante.

Quello che pesa sullo zio Danish sono le dichiarazioni, cristallizzate in un incidente probatorio, del fratello minorenne di Saman. Agli inquirenti, così come davanti al giudice, ha raccontato di un disegno famigliare per far pagare a Saman la sua disobbedienza: quella di aver rifiutato un matrimonio combinato con un cugino in Pakistan, le fughe, il suo vivere all’occidentale e senza seguire la religione islamica. Incolpando lo zio Danish della decisione di intervenire per sistemare Saman una volta per tutte.

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