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La vittima dell'incidente di Casalgrande: toccò a lei il taglio del nastro del ponte tra Iano e Ca’ de Caroli

Maria Paola Ferrari con l'assessore Pedroni al taglio del nastro

Maria Paola Ferrari e la figlia  erano state scelte dal Comune di Scandiano come storia esemplare dei disagi vissuti durante la chiusura dell’attraversamento


18 gennaio 2022 Adriano Arati




SCANDIANO. Ha trascorso gran parte della sua vita a Iano di Scandiano, il paesino lungo il corso del Tresinaro a fianco della strada per le colline, la 64enne Maria Paola Ferrari. Era nata nel giugno 1957 a Milano, dove i genitori si erano trasferiti per cercare opportunità lavorative, come tantissimi altri conterranei nel periodo del dopoguerra, prima di tornare poi in Emilia. Assieme al marito ha costruito la sua esistenza a Iano, la coppia – assieme al padre di Maria Paola – risiede in via Resta, la strada che dalla provinciale conduce sino al ponte sul Tresinaro, quello che conduce a Cà de Caroli, sul versante opposto del corso d’acqua.

Sempre in zona risiedono i due figli, un ragazzo e una ragazza, avuti dalla coppia. Proprio il ponte sul Tresinaro aveva visto protagonista Ferrari, il 10 aprile scorso, di un momento molto atteso, la riapertura del collegamento dopo la lunga chiusura causata da alcuni cedimenti della struttura. Un problema che aveva semi-isolato due paesi da sempre legati fra loro, per tanti mesi costretti a un giro di parecchi chilometri vista l’assenza del passaggio più rapido. La famiglia Braglia era un esempio perfetto, con i genitori sul versante di Iano e la figlia Laura residente a Cà de Caroli con il proprio figlioletto, di poco più di un anno. Prima del taglio del nastro, Maria Paola era partita da Iano, Laura dal fronte opposto e insieme si erano incontrate simbolicamente a metà ponte, a suggellare il rinnovato legame fra le frazioni. Ferrari era anche una delle volontarie dello storico centro sociale di Iano, nell’area verde con campi sportivi creata a fianco di via Resta.

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