Dedicata a Mory Cherif sala della scuola di italiano per stranieri di Albinea
Prima di annegare nelle acque del Mediterraneo passò il salvagente al fratello Karamoko dicendogli: «Devi salvarti tu che hai un sogno»
ALBINEA. La sala studio della scuola di italiano per stranieri di Albinea viene dedicata a Imorana “Mory” Cherif, che nel dicembre 2016 morì nelle acque del Mediterraneo per consentire al fratello di vivere e di realizzare il suo sogno. Infatti, salvò il fratello consegnadogli l’unico salvagente che aveva e annegò nelle acque del mar Mediterraneo. Prima di scomparire tra le onde, disse al fratello: «Salvati tu che hai un sogno». Quel sogno per Karamoko Cherif era giocare a calcio in Italia; un sogno che è diventato realtà.
Quella frase si è trasformata nel titolo di un libro in cui Karamoko ha raccontato il calvario del viaggio che lo portò dalla Nuova Guinea in Italia. Una storia straziante, quella di questi due fratelli originari della Guinea. Dopo la perdita del padre e della madre, decisero, secondo percorsi diversi, di fuggire dalla guerra. Una storia, la loro, fatta di terrore, sacrificio, speranza, umanità e amore. Un gesto, quello di Imorana “Mory” Cherif, che l’amministrazione comunale di Albinea ha deciso di fare proprio e di elevare a modello. Così, durante l’incontro con Karamoko, avvenuto l’estate scorsa nell’ambito della rassegna “Tu sì che vali, storie di sport e di vita”, il sindaco Nico Giberti aveva annunciato la volontà di dedicare la scuola di italiano per adulti stranieri del Cpia (Centro provinciale istruzione adulti) Reggio Sud, da poco ristrutturata e inaugurata, alla sua memoria e quella di tutte le vittime del mare.
La dedica della sala studio – da parte del Comune e del Cpia – avverrà con un momento ufficiale che si terrà sabato 22 gennaio, alle 11, nella sede della scuola di italiano, in via Morandi 9 ad Albinea. Saranno presenti il sindaco Nico Giberti; la responsabile della scuola, Paola Casi; Karamoko Cherif, fratello di Mory; il giornalista della Gazzetta dello Sport Giulio di Feo, coautore del libro “Salvati tu che hai un sogno” (edito da Mondadori).
All’ingresso della sala che ospita la scuola sarà affissa questa iscrizione: Imorana “Mory” Cherif (Guinea, 5 marzo 1996 - Mar Mediterraneo, 18 dicembre 2016). Dopo il taglio del nastro, la cerimonia prevede un momento musicale con l’esibizione di un musicista al flauto traverso.
Imorana, detto “Mory”, era il fratello di Karamoko Cherif, l’autore del libro “Salvati tu che hai un sogno”, pubblicato lo scorso anno da Mondadori. Nel suo romanzo autobiografico, Cherif Karamoko racconta come è passato dall’inferno della Guinea al debutto in serie B come calciatore del Padova. Nel suo libro ci parla del doppio viaggio dalla Guinea al Sud della Libia, e da qui alla costa del Mediterraneo per l’imbarco. Un viaggio fatto di imboscate, estorsioni, torture, fame, sete, caldo micidiale e sofferenze indicibili.
Il giorno prima dell’imbarco, alla notizia che quelli prima di loro non ce l’avevano fatta, il ragazzo ebbe paura e scoppiò in un pianto. A questo punto il fratello maggiore, Mory, che fino a quel momento l’aveva protetto in tutti i modi, sbottò: «Ti hanno imprigionato, torturato; non hai bevuto e mangiato per giorni; hai fatto un viaggio che nemmeno gli animali potrebbero sopportare; eppure sei qui e piangi ancora». Quando la loro imbarcazione si sfasciò e tutti si trovarono in acqua, prima di scomparire fra i flutti, Mory passò al fratello uno dei pochissimi salvagenti, glielo allacciò e lo esortò a resistere: «Devi salvarti tu che hai un sogno».
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