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la donazione 

Il liceo coreutico del Matilde di Canossa al fianco del Grade

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REGGIO EMILIA. Più di 1.600 euro dal liceo Matilde di Canossa al Grade.

La donazione è avvenuta in occasione della giornata di orientamento organizzata dall’istituto, e precisamente durante la presentazione dell’indirizzo coreutico, il percorso liceale che incentra la preparazione culturale dei suoi studenti sull’arte della danza, sul suo apprendimento tecnico-pratico e sul suo ruolo nella storia e nella cultura dell’uomo e della società

I soldi, infatti, sono stati raccolti dai ragazzi del liceo coreutico grazie a un gala in cui si sono esibiti, oltre agli allievi del Canossa, anche le scuole di danza locali, con performance che spaziavano dal linguaggio classico a quello contemporaneo. L’evento ha avuto luogo in dicembre all’interno della storica ex fonderia di Reggio Emilia, attuale sede della Fondazione Nazionale della Danza-Aterballetto con cui il liceo è convenzionato.

Il ricavato della manifestazione è stato devoluto in beneficenza alla Fondazione Grade Onlus che dal 1989 sostiene l’attività ospedaliera del reparto di Ematologia dell’ospedale Santa Maria Nuova, finanziando progetti di ricerca e assistenza ai pazienti affetti da malattie del sangue. L’assegno è stato consegnato durante la giornata di orientamento da una giovane studentessa in tutù direttamente nelle mani del direttore generale dell’associazione Roberto Abati. «Ringraziamo il liceo coreutico per la bellissima iniziativa attraverso la quale ha deciso di sostenerci», il commento di Abati. La donazione di 1.615 euro andrà a sostenere il progetto “Ricerca o non Ricerca?” che si pone l’obiettivo di raccogliere 1,2 milioni di euro in 5 anni per sostenere due studi nazionali sui linfomi, coordinati dal professor Stefano Luminari, responsabile della Struttura Semplice di ricerca oncoematologica attivo nella struttura complessa di Ematologia del Santa Maria Nuova, e dal dottor Francesco Merli, direttore dell’Ematologia. Il primo si chiama “Foll19” e ha l’obiettivo di valutare se sia possibile ridurre la somministrazione di chemioterapia nei pazienti con linfoma follicolare che mostrano una risposta rapida ai trattamenti. Il secondo progetto invece si chiama “Previd” e si propone di migliorare l’efficacia del trattamento immuno-chemioterapico nei pazienti anziani con linfoma a grandi cellule B con l’integrazione di vitamina D. Lo studio è condotto su 500 pazienti, in 50 centri italiani di ematologia.

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