«Macché atti sessuali alla figlia lui era l’amante della madre»
Assolto l’amico di famiglia 28enne. Era stato denunciato dalla donna nel 2020 La difesa: «Il mio assistito nel mirino perché aveva rivelato la relazione al marito»
guastalla. Dalle “attenzioni” sessuali alla minorenne è stato assolto, ed ora sulla graticola sono finite le accusatrici, cioè la ragazza (ora 16enne) e la madre (38enne), con rischi che vanno dalla calunnia alla perdita della capacità genitoriale.
Un colpo di scena a tinte forti ha caratterizzato, ieri mattina, l’udienza preliminare davanti al gup Dario De Luca che, al termine, ha trasmesso gli atti alla Procura minorile di Bologna affinché valuti quanto dichiarato da madre e figlia nei confronti dell’amico di famiglia di 28 anni. Siamo al tempo del lockdown 2020. La madre aveva presentato denuncia ai carabinieri tirando pesantemente in ballo il giovane, oltretutto cresciuto in quella casa: palpeggiamenti insistiti alla figlia, l’invito a mostrarsi nuda, tentativi di infilarsi nella camera da letto, video pornografici mostrati non solo alla minorenne ma pure alla cugina già maggiorenne.
Svoltosi a porte chiuse, il procedimento – con rito abbreviato – si è sviluppato su due intese ore d’udienza.
La violenza sessuale per la pm Maria Rita Pantani è provata, da qui la richiesta di 4 anni di reclusione, su cui poi s’innestano le richieste della parte civile (la 16enne è rappresentata dalla madre) che attraverso l’avvocato Alessio Barboni ha chiesto 100mila euro di risarcimento-danni e subito una provvisionale da 50mila euro. Quando la parola passa alla difesa – vale a dire all’avvocato Andrea Pellegrini – arriva il clamoroso ribaltamento di prospettiva, sulla scia della testimonianza di un’amica di famiglia che inquadra l’imputato come l’amante della madre della ragazza, una donna arrivata a mettere nel mirino il 28enne perché aveva spifferato al marito la relazione sotterranea. «Ho raccolto elementi difensivi – spiega al termine l’avvocato Pellegrini – e le parole dell’amica di famiglia hanno permesso di rivedere quanto avvenuto nella famiglia. Ho dato la possibilità al giudice di valutare una ricostruzione diversa. Chi difendo non ha mai violato la sfera sessuale della minorenne. La madre in un altro procedimento per maltrattamenti aveva scagionato il marito ammettendo di essersi inventata tutto. Una donna – rimarca il legale – che s’inventa le cose e usa la giustizia per i suoi interessi».
Il difensore ha chiuso l’arringa chiedendo l’assoluzione per il suo assistito «perché il fatto non sussiste». E con una sentenza così ampiamente assolutoria è uscito dalla camera di consiglio anche il gup De Luca. In aula non c’è nessuno dei protagonisti di questa storia giudiziaria che l’avvocato Pellegrini non esita a definire «becera, trucida e cialtrona».
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