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Vacondio: «Il Covid è il meno Ora l’emergenza sono i prezzi»

Am.P.
Vacondio: «Il Covid è il meno Ora l’emergenza sono i prezzi»

Il reggiano presidente di Federalimentari lancia l’allarme sui rincari «Sarà una pandemia economica che rischia di far morire le imprese» 

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reggio emilia. «Il Covid è il meno. Stiamo andando incontro a una pandemia economica che non farà morire le persone, ma rischia di far morire le imprese e rischia di comportare un aumento dell’inflazione a doppia cifra». Ivano Vacondio, imprenditore reggiano (della Molini Industriali) è presidente di Federalimentare dal primo gennaio 2019. Tra una call conference e un’intervista al Tg5, Vacondio lancia l’allarme su un settore che in questi ultimi due anni è l’unico ad aver visto lievitare i propri guadagni: l’alimentare. In fibrillazione, così come la ceramica, per il caro bollette e non solo.

«Stiamo registrando aumenti sulle materie prime (il frumento è schizzato del +100%), sui trasporti, sui servizi; per non parlare dell’incremento dell’energia – spiega Vacondio –. L’impennata delle materie prime potrebbe rientrare nel giro di qualche mese. Quello che invece non si risolverà a breve è il costo dell’energia: con quello dovremo convivere nei prossimi anni. Sarà “il” problema per eccellenza, trasversale a diversi settori. Un fenomeno complesso, perlomeno europeo per non dire mondiale, che sta già facendo rallentare molte ditte. A mio avviso uno degli elementi scatenanti è stata la transizione ecologica così com’è stata concepita: troppo frettolosa».

Eppure, nell’immaginario del comune cittadino, l’alimentare gode di buona salute. «Io mi aspetto nel mio settore aumenti spropositati, tali da determinare un ridimensionamento dell’intera filiera, a meno che non si “scarichi” sul consumatore».

In tal caso gli attuali rincari sarebbero solo l’inizio e «il calo dei consumi sarà dannoso per tutti».

Vacondio precisa che la sua lettura proviene da un osservatorio privilegiato ma non di lobby. «L’alimentare è un settore con una forte componente sociale: se vengono a mancare carta o piastrelle è un problema, se va in crisi l’alimentare diventa un nodo insormontabile. Durante il lockdown i consumatori saccheggiavano gli scaffali, pur non essendoci la necessità: abbiamo svolto un ruolo calmieratore e sociale». Ora secondo Vacondio occorre «fermarci e riflettere. Non sarà facile, ma bisogna impedire che l’inflazione galoppi».



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