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Libero il marito violento ma deve rimanere lontano dalla moglie e dalla casa

T.S.
Libero il marito violento ma deve rimanere lontano dalla moglie e dalla casa

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reggio emilia. Sulla vicenda del marito algerino – un operaio 54enne – finito in carcere per maltrattamenti alla moglie, il giudice Silvia Guareschi ha convalidato l’arresto per poi scarcerare l’indagato, ma ha applicato una serie di misure restrittive nei confronti del nordafricano che vanno, in un caso, oltre a quanto richiesto dalla pm Piera Giannusa.

Infatti il magistrato giudicante ha applicato – come richiesto dalla pm – l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna e il pagamento mensile di sostegno (500 euro) alla famiglia (lei è casalinga e si occupa della crescita dei quattro figli). In aggiunta è stato disposto dal giudice il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo con la moglie.

Il 54enne è difeso dall’avvocatessa Jenny Loforese che, interpellata dalla Gazzetta, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, vista la delicatezza della situazione.

Lunedì, all’alba, la donna si era presentata al pronto soccorso con il volto sanguinante, dicendo di aver avuto una discussione con il marito sull’educazione dei figli e sarebbe stata colpita da un pugno talmente violento da fratturarle le ossa del naso, da qui una prognosi medica di 25 giorni. Ma è solo l’inizio di una storia allucinante, perché spuntano dalla parole della moglie maltrattamenti che affondano le radici a cinque anni fa per arrivare ai giorni nostri. E lei mette tutto nero su bianco in una denuncia che farà scattare le indagini. A monte un matrimonio combinato dai genitori nel 2006 e le paure della moglie che per diversi anni ha taciuto.



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