Lei gli svela di avere un altro lui la pedina e la perseguita
Interrogatorio di garanzia per un 45enne colpito dal divieto di avvicinamento all’ex moglie che frequenta un uomo più giovane
appennino. Ha pedinato e tempestato di messaggi l’ex moglie. Per rispondere all’accusa di stalking, un uomo di 45 anni residente in un paese dell’Appennino reggiano, gestore di un’attività commerciale, ieri è comparso in tribunale a Reggio. La vicenda risale al dicembre scorso e si inserisce all’interno di un rapporto coniugale “scoppiato” a causa del terzo incomodo: la moglie coetanea ha intrecciato una relazione con un 35enne. La scoperta del legame ha sconvolto il ménage familiare e ha indotto la donna a chiedere di avviare la procedura di separazione. Quando però i due coniugi hanno cominciato a discutere delle varie questioni da affrontare, economiche e non – tra le quali la gestione dei figli – ben presto il contrasto è deflagrato. È in questo contesto che il marito avrebbe pedinato l’ex moglie e l’avrebbe bersagliata di messaggi minatori.
A fine dicembre la donna, temendo per la propria incolumità, si è presentata alla locale stazione dei carabinieri per sporgere denuncia per atti persecutori. Si è attivato il Codice rosso, l’iter che prevede una corsia preferenziale per prevenire la violenza contro le donne. Il pm Maria Rita Pantani ha chiesto e ottenuto per il presunto stalker la misura cautelare, eseguita dai carabinieri il 14 gennaio scorso, quando è stato notificato al marito il divieto di avvicinamento e di qualsiasi comunicazione con la ex.
E ieri si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Luca Ramponi.
«Non ho fatto nulla di male. Solo in un caso ero furioso e ho perso la testa quando lei mi ha detto “se non troviamo un accordo ti faccio la guerra”», ha dichiarato il 45enne.
L’ex marito, che avrebbe agito per gelosia, ha negato con forza di avere minacciato apertamente la moglie (a suo dire, è semmai il contrario) e ha ammesso uno solo dei due episodi che gli vengono attribuiti nella querela di parte.
«A nostro avviso questo procedimento penale non avrebbe dovuto nemmeno iniziare, poiché è la conseguenza di una procedura di separazione contrastata, come spesso accade», ha commentato l’avvocato difensore Gabriele Iori. Secondo il legale, «sono solo due gli episodi di stalking dibattuti, e uno riteniamo di averlo smontato con la produzione documentale; le altre circostanze non sono contestualizzate».
L’avvocato dell’uomo ha chiesto per il suo assistito la revoca della misura. «Si tratta di un cittadino incensurato, lavoratore, molto legato ai figli, per il quale non sussiste il pericolo di fuga, né tantomeno la pericolosità sociale». Di diverso avviso l’accusa, che ha chiesto la conferma dei divieti, considerati minimi a tutela della parte offesa. Il giudice per le indagini preliminari, ascoltata la versione dell’ex marito, si è ritirato e si è riservato di decidere.
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