Violenti e socialmente pericolosi Due rapper arrestati per 4 rapine
Milano, i loro video raccolgono migliaia di consensi sulla rete
milano. Con la loro musica, la “trap”, derivazione del rap degli ultimi anni, raccolgono centinaia di migliaia di visualizzazioni sui loro video e fanno incetta di follower sui social tra i giovanissimi. Con testi immersi nel disagio della periferia, dei ragazzi di seconda generazione, tra crimine, droga e regole della strada. Allo stesso tempo, però, i nuovi rapper milanesi stanno finendo sempre più al centro di indagini e provvedimenti della magistratura, tra risse, disordini, aggressioni, e finiscono per essere protagonisti non solo dell’ultima scena underground, ma sempre più della cronaca nera.
Ieri i due nomi più conosciuti di questo panorama degli ultimi anni, Baby Gang, nome d’arte del ventenne Zaccaria Mouhib, e Neima Ezza, ossia Amine Ez Zaaraoui anche lui 20 anni, entrambi saliti alla ribalta in negativo il 10 aprile dello scorso anno per scontri con le forze dell’ordine durante la realizzazione di un video in zona San Siro, sono stati arrestati per una serie di rapine. Il primo è finito in carcere e il secondo ai domiciliari, così come un terzo giovane. Quattro gli episodi contestati. Nelle 14 pagine dell’ordinanza si legge che in una delle quattro rapine i due rapper avrebbero portato via a un ragazzo una collanina d'oro da mille euro. Neima Ezza, secondo l’accusa, gli avrebbe dato uno schiaffo e gli avrebbe strappato la collana dal collo, dicendo alla vittima «non ti muovere, altrimenti finisce male». In un altro colpo Baby Gang sarebbe riuscito a prendere a un altro malcapitato, anche lui un ragazzo, auricolari, contanti e chiavi dell’auto, mentre una persona non ancora identificata, che era con lui, avrebbe anche puntato una pistola.
Ez Zaaraoui, sintetizza il giudice, ha «la personalità di chi assume un ruolo di comando nel gruppo criminale», mentre Mouhib ha un «profilo di pericolosità sociale» anche perché avrebbe usato un’arma e minacce gravi.
Entrambi, assieme a un 19enne, avrebbero realizzato «rapine in gruppo facendosi forti della forza intimidatrice», sono soggetti abituati a compiere reati contro il patrimonio e hanno una «particolare spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale».
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