Sventa il furto della borsetta Via la marmitta
La disavventura capitata ad una donna di 50 anni in un centro commerciale in viale Piacenza a Parma «Un danno da 400 euro»
SAN POLO. Prima, nel parcheggio di un supermercato, hanno cercato di portarle via la borsetta. Poi, poco lontano, dopo avere lasciato l’auto in sosta, le hanno rubato il catalizzatore della marmitta. Quella passata martedì scorso a Parma è stata una giornata da dimenticare per una donna di 50 anni residente a San Polo.
Intorno alle 15.30 la sampolese ha lasciato la sua auto nel parcheggio del Conad di viale Piacenza. Quando è salita per andarsene, «una ragazza – racconta la donna – mi ha aperto la portiera chiedendomi dov’erano le Poste. Le ho detto che non lo sapevo, dal momento che non abito a Parma, ma lei ha insistito». La richiesta di informazioni era in realtà una scusa per distrarla e nascondeva un piano prestabilito.
«Alla fine sono riuscita a chiudere la portiera – riprende la donna – e a quel punto ho visto, dalla parte del passeggero, un ragazzo. Con ogni probabilità, mentre lei mi distraeva, lui puntava a sottrarre la mia borsetta. Mi sono chiusa dentro e sono partita».
Mentre se ne andava, ha notato che i due giovani che l’avevano presa di mira sono saliti su un’utilitaria di colore bianco, guidata da un altro giovane che indossava una mascherina rossa.
Scampato il pericolo, la donna pensava che le sue disavventure fossero finite. Si è recata da un’amica poco lontana, in viale Osacca, e un quarto d’ora dopo, salita sulla macchina, si è accorta che c’era un guasto tanto che l’auto procedeva a fatica. Arrivata faticosamente a casa e portata l’auto dal meccanico, ha scoperto che qualcuno, in quel breve lasso di tempo, con un flessibile ha tagliato e portato via il catalizzatore della marmitta.
«Un danno da quattrocento euro», sospira la proprietaria, secondo la quale non c’è certezza che i due episodi siano collegati, sebbene la tempistica sia alquanto sospetta.
Non è il primo caso di furti del genere. Le marmitte catalitiche fanno gola ai ladri: possono essere rivendute al mercato nero, sia alle carrozzerie che alle ditte che si occupano del recupero di metalli, visto che contengono il rodio, il palladio e il platino. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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