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Caso Saman, oggi lo zio davanti al giudice

Saman Abbas e accanto lo zio Danish Hasnain
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Saman Abbas e accanto lo zio Danish Hasnain

Interrogatorio di garanzia per Danish Hasnain, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della 18enne

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NOVELLARA. Per Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas, la 18enne di origine pakistana sparita da Novellara il 30 aprile scorso, è il giorno della verità. O potrebbe esserlo, se deciderà di parlare. È in programma infatti oggi l’interrogatorio di garanzia per il primo sospettato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio della ragazza, che si era opposta al matrimonio combinato voluto per lei dalla famiglia e a tutte le imposizione dei genitori.È difeso dall’avvocatessa Lalla Gherpelli. Il confronto con il giudice Luca Ramponisarà necessariamente mediato da un traduttore, ma anche dalla tecnologia: non sarà una udienza in presenza, per lo zio di Saman, che sarà in video-collegamento dal carcere di Reggio Emilia, dove è ristretto dallo scorso giovedì, proveniente dalla Francia. Lì infatti si era nascosto dopo la fuga da Novellara i primi giorni di maggio, quando era chiaro ai carabinieri che la sparizione di Saman non poteva essere una cosa da archiviare come normale, e le attenzioni degli investigatori si erano sempre più concentrate su di lui, sui cugini e sul resto della faniglia, visto che i genitori della ragazza intanto erano già fuggiti in Pakistan.

L’arresto di Danish Hasnain a Parigi risale al 22 settembre scorso. Colpito da un mandato di arresto europeo, è stato trovato dalla polizia francese in un subborgo della capitale. Non ha opposto resistenza, ma nelle udienza per il processo di estradizione si è a lungo opposto al trasferimento in Italia, asserendo di essere innocente. Anzi, che Saman, della quale il corpo senza vita non è mai stato trovato, non è stata uccisa.

Già sabato c’è stato un primo incontro, sempre mediato dalla tecnologia, con la sua legale. E i due interloquiranno anche stamattina, prima dell’udienza. Non è escluso che si avvalga della facoltà di non rispondere, anche per la complessità della situazione, complicata probabilmente anche dal gap linguistico.

Chiaro però che, a otto mesi dalla sparizione di Saman, e senza che il corpo sia mai stato trovato, l’arresto di Danish Hasnain e questa udienza rappresentano due momenti importanti per le indagini. Che, ricordiamo, per ora hanno dalla loro soprattutto le dichiarazioni del fratello di Saman, che in incidente probatorio ha indicato lo zio come il grande orchestratore del disegno per “sistemare” Saman, decisa ancora una volta ad andare via e a vivere la sua vita.

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