Danish consulta l’avvocato in vista dell’interrogatorio
CORREGGIO. È stato breve il confronto svoltosi ieri a distanza tra Dasnish Hasnain – lo zio paterno di Saman Abbas, la 18enne di origini pachistane di cui non si hanno più notizie da mesi – e il suo avvocato nominato d’ufficio, Lalla Gherpelli. Un primo colloquio solo superficiale viste le difficoltà linguistiche, che hanno fatto propendere per un rinvio a lunedì, quando l’uomo indagato per il presunto omicidio di Saman e il suo legale parteciperanno all’interrogatorio di garanzia. Hasnain è giunto tre giorni fa a Reggio dopo l’estradizione dalla Francia e in vista di lunedì dovrà decidere se rispondere o meno alle domande del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Luca Ramponi per l’interrogatorio di garanzia. Prima dell’udienza l’avvocato Gherpelli si confronterà ancora con il suo assistito insieme a un traduttore. Lo zio di Saman potrà anche avvalersi della facoltà di non rispondere. Contro di lui al momento c’è soprattutto la testimonianza del fratello minorenne della ragazza scomparsa. L’uomo è considerato l’esecutore materiale dell’omicidio della ragazza di Novellara ed è indagato insieme ad altri quattro familiari (compresi i genitori) per la sparizione di Saman, che si era opposta a un matrimonio forzato.
Dopo la fuga da Novellara era stato individuato in un appartamento nella periferia di Parigi, lo scorso settembre e, dopo mesi di latitanza, era stato fermato. Hasnain adesso è detenuto nel carcere reggiano della Pulce, dove c’è anche Ikram Ijaz, cugino di Saman, fermato durante l’estate scorsa a Nimes, sempre in Francia, a bordo di un bus. Isabella Chiesi, sostituto procuratore di Reggio, a settembre, lo aveva descritto come «la mente di questo progetto criminoso».
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