Le critiche di Federmoda «Non siamo dei poliziotti»
reggio emilia. Se i commercianti che abbiamo intervistato sembra abbiamo accettato abbastanza di buon grado l’introduzione della certificazione verde base obbligatoria per i clienti che voglio accedere ai accedere ai servizi alla persona, altrettanto non ha fatto Federmoda abbigliamento di Confcommercio Reggio Emilia.
Dure infatti le critiche del presidente provinciale, Giovanni Pergreffi: «Green pass ai negozi di abbigliamento quando si hanno già gli ingressi contingentati e l’assurdo ingresso libero nei supermercati ci sembra una discriminazione. Fra gli associati c’è un grande malessere e malumore, non ci possono scaricare anche questa responsabilità».
Tra l’altro, prosegue Pergreffi, «già non ci sono persone in giro che vengono a fare acquisti: i saldi sono stati disinnescati e non stiamo lavorando. Aggiungere questi controlli è una forzatura e mi dispiace veramente molto che il Governo abbia preso una decisione del genere. Ci può anche stare però sicuramente non per i negozi di prossimità».
Insomma, è una «discriminazione. Già sembra che prevalga una distinzione tra beni giudicati essenziali e altri no e tra negozi più sicuri e altri meno. Cosi si avvantaggiano le vendite online, fare i poliziotti e controllare la clientela non è un bel messaggio».
Nel 2020 solo nel comune di Reggio Emilia (i dati sono dell’Ufficio studi della Camera di Commercio) hanno chiuso i battenti 13 attività del settore moda, quelle cioè che commerciano abbigliamento, calzature e pelletteria. In provincia questo numero sale a 35. La filiera della moda in città 385 negozi e in provincia 729 (comprese le nuove aperture) e nel Reggiano coinvolge circa duemila addetti.
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