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Scandiano: «Avvelenato da un boccone nell’area sgambamento cani»

Adriano Arati
Scandiano: «Avvelenato da un boccone nell’area sgambamento cani»

È successo nel quartiere dei Cappuccini dove altri episodi analoghi sono già avvenuti. Il cane  resta sotto osservazione

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SCANDIANO. Bocconi avvelenati notati in tempo dai proprietari dei cani a rischio. È stata una brutta avventura quella vissuta lunedì sera a Scandiano da Domenico Scarano e dal suo Kodi, un golden retriever di dieci anni, all’interno della pista di sgambamento animali realizzata nella grande area verde di fronte al convento dei Cappuccini.

Scarano, che vive a poca distanza, ha portato Kodi per una passeggiata nell’area recintata, che in quel momento ospitava altre due persone con i rispettivi cani, verso le 18.30.

Gli animali hanno iniziato a muoversi liberamente, ad annusare a terra sino a che hanno trovato diversi bocconi abbandonati nel prato. «Quando ho visto che Kodi inghiottiva il boccone, ho cercato di farlo smettere. Il primo boccone lo ha mangiato, sono riuscito a fermarlo prima che ne inghiottisse un secondo. Lo stesso hanno fatto gli altri proprietari, poi insieme abbiamo guardato bene e abbiamo notato una decina di bocconi, che abbiamo raccolto e buttato via. Ne ho tenuto uno solo, volevo farlo vedere al mio veterinario». I tre si sono salutati e sono tornati a casa.

Lì, mezz’ora dopo il pasto involontario, Kodi ha iniziato a star male. Scarano ha avvisato il proprio veterinario e lo ha condotto nello studio a Reggio, dove è stato indotto il vomito al golden retriever. L’animale sembra stare meglio, anche se rimane ancora sotto osservazione. «Ho voluto raccontare quanto accaduto prima di tutto per avvisare le altre due persone che si trovavano all’area sgambamento cani», spiega Scarano. E per segnalare problemi non infrequenti: «Da quando è stata creata l’area sgambamento, in quelli che una volta erano orti abusivi, abbiamo trovato bocconi avvelenati, bocconi chiodati, il cancello chiuso con lucchetti. Non è una novità che lì ci siano gesti simili, l’anno passato purtroppo sono anche morti dei cani – spiega –. C’è un impianto di sorveglianza, è vero, ma è nel parcheggio a inizio parco, le telecamere puntano verso l’area sgambamento, ma ci sono di mezzo tanti alberi, non servono a molto».


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