Gazzetta di Reggio

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L’inchiesta 

Cinque gli indagati, due in carcere Il corpo non è ancora stato trovato

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Dopo la fuga da Novellara, Danish Hasnain era stato individuato in un appartamento nella periferia di Parigi, lo scorso settembre, e così, dopo mesi di latitanza, era stato fermato. L’uomo è stato estradato giovedì scorso dalla Francia: c’è voluto tempo perché per mesi ha sfruttato tutte le garanzie di legge a sua disposizione per ritardare il ritorno in Italia. Alla fine, però, ha deciso di non opporsi più. Hasnain adesso è detenuto nel carcere reggiano della Pulce, dove c’è anche Ikram Ijaz, cugino di Saman Abbas, fermato durante l’estate scorsa a Nimes, sempre in Francia, a bordo di un bus. Isabella Chiesi, procuratrice reggente, a settembre lo aveva descritto come «la mente di questo progetto criminoso». Mancano invece all’appello il cugino 34enne Nomanulhaq Nomanulhaq e i genitori di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen. I coniugi sono tornati in Pakistan e hanno fatto perdere le loro tracce, probabilmente sostenuti da una vasta rete di complicità familiari.

Per gli inquirenti la ricerca della verità è resa difficoltosa dall’assenza del corpo. Le ricerche che sono state condotte in grande stile per 67 giorni non hanno portato al ritrovamento del cadavere. La campagna alle spalle dell’azienda agricola di via Colombo è molto ampia e non è escluso che il corpo sia stato portato anche più lontano.

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