Brescello: la dottoressa sostituta lascia, i medici di famiglia restano tre
Dopo il pensionamento dello stimato Fabrizio Reni la quarta condotta è vacante. Spi Cgil e Auser scrivono all’Ausl: «Va ripristinato il numero di quattro medici»
BRESCELLO. Un medico che va in pensione e nessuno che prenda stabilmente il suo posto, con i pazienti costretti a barcamenarsi, di mese in mese, tra contatti e riferimenti sempre differenti, aiutati, con inevitabile affanno, solo dalla disponibilità dei dottori che restano, le cui file di persone in cura si allungano, in un periodo di emergenza sanitaria che rende tutto ancora più difficile, per professionisti sanitari e cittadini.
È una fotografia sempre più diffusa, che si ripete, purtroppo, anche sul nostro territorio provinciale, senza distinzione di aree geografiche. Dopo quella di Carpineti un’altra situazione critica per il servizio territoriale di cure primarie emerge a Brescello, i cui medici di base operano negli ambulatori dell’ex ospedale, la casa delle salute di via Aldo Moro 2. Qui prestano servizio le dottoresse Carmela De Vito, Raffaella Ferraroni e Cinzia Silletti e, fino al giorno del suo pensionamento, il 30 aprile scorso, anche lo stimato e apprezzato Fabrizio Reni, punto di riferimento anche per il volontariato locale.
Dall’uscita di Reni la quarta condotta brescellese, e con lei i pazienti ad essa afferenti, hanno vissuto momenti alterni, tra i cambi di guardia di diversi sostituti e la disponibilità dei medici titolari, come si sta verificando in questo ultimo periodo, in cui, dopo l’abbandono della sostituta Carlotta Rossi, le dottoresse De Vito, Ferraroni e Silletti si sono rese disponibili ad allargare il proprio bacino di pazienti.
Ad accendere i riflettori sulla situazione è una nota sindacale. Ma già numerose sono state le segnalazioni anche al Comune, da parte dei cittadini per i disagi. Insieme alla sigla sindacale dello Spi Cgil brescellese, c’è l’Auser locale.
«Da qualche mese il nostro Comune ha visto ridursi da 4 a 3 i medici di famiglia. La conseguenza è che sono aumentate di molto le criticità di questo servizio e la comunicazione con il proprio medico è diventata più difficile: per le difficoltà nei contatti telefonici, per la tempistiche a lungo termine degli appuntamenti e per le visite a domicilio», scrivono.
Ad avere maggiori difficoltà finiscono per essere le fasce più deboli, come gli anziani. «Ne sono testimonianza le sempre più frequenti lamentele che ci vengono riportate – segnalano le due associazioni brescellesi –. Pur nella consapevolezza della difficoltà a reperire nuovi medici, considerando che quello dei medici di base è il primo e più essenziale servizio per le famiglie, chiediamo alla direzione provinciale dell’Asl che sia al più presto ripristinato il numero di 4 medici di famiglia, necessari per un comune di 5.600 abitanti come Brescello».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
