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Il principale indagato 

La richiesta di aiuto al pm Chiederà di essere sentito?

J. D. P.
La richiesta di aiuto al pm Chiederà di essere sentito?

Hasnain tra i cinque sospettati e quello nella posizione più scomoda: per allontanare da sé i sospetti dovrebbe fornire qualche riscontro in più

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NOVELLARA. Danish Hasnain ha chiesto aiuto al pm Laura Galli e tramite il suo legale, Lalla Gherpelli, ha tenuto a proclamare la sua innocenza.

Lo zio di Saman arrivati in Italia dopo la fuga in Francia, sentito durante l’interrogatorio di garanzia lunedì, ha provato a fornire elementi alternativi rispetto a quelli emersi fino ad ora, indicando angoli sui quali fare luce, per usare le parole del suo difensore. Questo potrebbe preludere a una possibile richiesta di essere nuovamente ascoltato. Nel corso dell’interrogatorio il 34enne ha riferito di un terreno posseduto in Pakistan in comproprietà con il fratello. Un bene che in caso di condanna andrebbe al fratello. L’avvocata Gherpelli dice che l’uomo non ha accusato nessuno, ma di certo ha sollevato dei sospetti. Il 34enne dice di essere convinto che la ragazza si sia allontanata volontariamente, come gli sarebbe stato riferito anche dai genitori.

La sua versione è finalizzata ad allontanare da lui il peso delle accuse, senza però concedere nulla all’ipotesi dell’omicidio, che gli inquirenti invece ritengono scontata (anche in assenza del cadavere).

Di fronte al fatto che carabinieri e procura lo indicano come il principale responsabile (e dunque destinato a sostenere il maggior peso delle accuse a processo), con altri tre indagati che sono invece latitanti (i genitori e un cugino, l’altro cugino è in cella), lo zio potrebbe anche decidere di fornire ulteriori elementi. La sua posizione in questo momento appare come quella più scomoda e di questo ne è sicuramente cosciente.



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