Nella fuga speronò la polizia Patteggia due anni e 8 mesi
Il 28 luglio il 25enne fu protagonista di un inseguimento da Parma al Reggiano rischiando di investire un poliziotto, ma l’accusa di tentato omicidio è caduta
montecchio. Ha patteggiato due anni e otto mesi (pena non sospesa) il 25enne residente a Quattro Castella che nel luglio scorso ha provocato un inseguimento al cardiopalma – con tanto di colpi sparati in aria dai poliziotti – a cavallo tra il Reggiano e il Parmense, speronando per due volte una Volante della polizia e tentando di investire un agente.
Ieri in tribunale, dopo un accordo tra l’avvocato difensore Domenico Noris Bucchi e il pm Giacomo Forte, il procedimento si è concluso per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e guida senza assicurazione, ma il capo d’imputazione più grave – il tentato omicidio – è stato riqualificato nelle più lieve lesioni pluriaggravate.
La vicenda è avvenuta la notte del 28 luglio scorso, quando una pattuglia era impegnata in un posto di blocco sulla via Emilia, vicino ad una rotonda, all’ingresso di Parma. Alle 2.20 è transitato un furgone Fiat Ducato di colore rosso. Poiché il veicolo era in pessime condizioni gli agenti hanno intimato l’alt, ma il conducente ha accelerato scappando in direzione Reggio. La Volante si è subito messa alle calcagna del furgone, seguendolo in spericolati sorpassi pericolosi, brusche frenate e brusche sterzate, per impedire che la Volante lo superasse e gli tagliasse la strada, attraverso Bibbiano, Cavriago e Montecchio, nel frattempo chiedendo ausilio ai carabinieri e alla polizia di Reggio.
A un certo punto la Volante ha creduto di aver perso i fuggiaschi e si è fermata all’imbocco di un incrocio, tra via Grandi e via Landini. È a quel punto che il furgone, in retromarcia e contromano, si è lanciato contro la Volante «danneggiando la maniglia e la portiera rimasta aperta, mentre il cambio della vettura si bloccava rendendola inservibile». Il Fiat Ducato ha ripetuto per due volte la manovra di speronamento, per ripartire una terza volta a tutta velocità: per impedire un altro urto un agente si è frapposto tra l’auto di servizio, dove si trovava il collega con lesioni alla gamba e al ginocchio (guaribili in cinque gironi) e il furgone, esplodendo tre colpi di pistola in aria. Pochi metri dopo il guidatore del furgone ha sbandato ed è finito contro il muretto di un’abitazione di via Landini.
Il Fiat Ducato risultava vuoto, ma nelle vicinanze è stato rintracciato il 25enne al volante, con precedenti alle spalle e con addosso un passamontagna; ha dichiarato di non essersi fermato perché senza assicurazione.
Al pronto soccorso, con ferite lievi, erano finiti due poliziotti, giudicati guaribili in cinque giorni.
Il 31 luglio, in sede di udienza di convalida, il 25enne ha risposto alle domande fornendo la sua versione dei fatti.
Il gip Luca Ramponi ha concesso i domiciliari a condizione che l’imputato indossasse il braccialetto elettronico e scrivendo nero su bianco, nella motivazione seguente, che a suo avviso il tentato omicidio non sussisteva. Una breccia nell’impianto accusatorio nel quale la difesa si è subito insinuata, ravvisando la possibilità di un conveniente patteggiamento per i reati minori.
L’accordo tra le parti ieri è stato sancito nell’udienza preliminare dal gip Dario De Luca.
Il 25enne resta per ora ai domiciliari a scontare la pena, finché quest’ultima non diventerà definitiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
