Novellara, sui lavori in corso per la tangenziale pende la sentenza del Consiglio di Stato
Dopo la vittoria del Comune al Tar di Parma è arrivato il ricorso presentato da Legambiente e da alcuni residenti
NOVELLARA. Udienza al Consiglio di Stato nei giorni scorsi sul ricorso presentato da Legambiente e alcuni residenti in merito a presunte irregolarità amministrative relative al tratto di tangenziale ora in fase di realizzazione tra la Provinciale 42 per Guastalla e via Valle: uno dei due distinti sottostralci in cui è stato diviso il tratto mancante della tangenziale di Novellara, la cui conclusione è attesa da svariati decenni. Il “primo round” della diatriba legale al Tar di Parma era stato vinto dal Comune.
Dalla memoria difensiva depositata a dicembre 2021 emerge che i ricorrenti, difesi dall’avvocato Giovan Ludovico Della Fontana di Modena, hanno impugnato il Poc (Piano operativo comunale) del 2018 che autorizza la costruzione del 1° stralcio ora cantierato: il Poc sarebbe illegittimo in base a una legge regionale del 2017 che vieta ai Comuni di adottare nuovi piani nel periodo transitorio volto all’adozione del Piano urbanistico generale che sostituirà i vecchi strumenti urbanistici. Altro motivo di contestazione è la Valutazione d’impatto ambientale di una tangenziale troppo datata, risalente al «lontano 2004, peraltro mai aggiornata neppure dopo variazioni sostanziali al progetto originario». Infine, parte del tracciato (in particolare la rotonda in fase di costruzione in via Valle) risulterebbe ricadere – illegittimamente, in quanto arteria di grande scorrimento – all’interno del centro abitato a seguito di una deliberazione della giunta del 2009.
In vista dell’udienza, il Comune e la Provincia non hanno prodotto memorie difensive, come consentito del codice del processo amministrativo e come invece ha fatto la controparte. La posizione di Comune e Provincia è però esplicitata dalle deduzioni depositate nel settembre 2021 dall’avvocato Francesca Preite in occasione dell’udienza cautelativa in cui la controparte aveva chiesto, e ottenuto, un’udienza in tempi brevi, alla luce dell’urgenza determinata dai lavori in corso. Nel difendere la correttezza degli atti amministrativi di Comune e Provincia, Preite ha sottolineato che «il mancato completamento della tangenziale non è attribuibile alla colpa degli enti stessi, ma a causa di poco calzanti prescrizioni della Soprintendenza dei beni culturali e di una norma regionale nella disciplina degli espropri che appare potenzialmente in grado di ostacolare fortemente l’operato degli enti pubblici».
La sentenza del Consiglio di Stato è molto attesa. In un precedente contenzioso legale il Comune vinse al Tar di Parma, ma poi nel 2017 perse al Consiglio di Stato che, nel formulare la sentenza, si avvalse anche di una pronuncia della Corte costituzionale. Una sentenza che ribaltò i piani degli amministratori locali, rendendo necessaria la riprogrammazione del tratto conclusivo, quello non ancora cantierato, su cui pendono molte incognite sui tempi di realizzazione.
Nel 2019 il Comune iniziò i lavori del tratto ora cantierato senza aspettare l’esito definitivo del procedimento legale in corso. In caso di sentenza avversa, potrebbero essere sospesi i lavori, se il cantiere non fosse ancora terminato, «con un pregiudizio economico per l’impresa esecutrice, che si vedrebbe costretta ad esercitare la rivalsa sulla parte pubblica», si legge nei documenti legali del Comune. Oppure, a lavori terminati, verrebbe sancita l’illegittimità di un’infrastruttura già ultimata, aprendo la strada a vari scenari.
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