Tragedia di San Bartolomeo, gli amici ricordano Elena: «Ingiusto morire a 20 anni»
I compagni di università organizzano una raccolta fondi per commemorarla. Oggi i funerali della studentessa
REGGIO EMILIA. «Quando hai vent’anni credi di essere immortale. Accadono però certi eventi, tragici, che ti fanno rendere contro che non è così». Con queste parole Martina Leva ha voluto ricordare la sua compagna di corso di Giurisprudenza, Elena Russo, scomparsa il 31 gennaio scorso nel tragico incidente stradale in via Tirabassi, nella frazione San Bartolomeo di Reggio Emilia, mentre stava consegnando delle pizze.
Una giovane vita spezzata in un attimo, che ha provocato tantissimo dolore. Oggi pomeriggio, alle 14.50, sono in programma i funerali della ragazza, partendo dalla camera ardente di Coviolo in direzione via Fratelli Rosselli, nella chiesa di San Giuseppe.
Elena era una ragazza che amava la vita e sognava di fare l’avvocato. Per questo era iscritta a Giurisprudenza a Modena. Non amava le feste e la discoteca anzi, preferiva lavorare la sera, consegnando pizze, per pagarsi gli studi. Una ragazza buona, combattente e altruista. I suoi compagni di corso, guidati dal consiglio degli studenti di Giurisprudenza, hanno organizzato una raccolta fondi per commemorarne la memoria. La raccolta fondi è partita martedì scorso, sulla piattaforma Gofundme, con l’obiettivo di comprare una corona di fiori e delle candele per ricordarla e omaggiarla al meglio.
Inoltre i compagni e gli amici hanno organizzato una giornata di memoria universitaria nel ricordo di Elena in programma il 9 febbraio prossimo.
Non solo Gofundme, però. Alex Falcone, Martina Leva, e Pop Irinel, i compagni di corso di Giurisprudenza e promotori di questa iniziativa hanno infatti anche dedicato un Iban e una PostePay esclusivamente per raccolta fondi. Ad oggi sono circa 700 gli euro raccolti. Alcuni di questi saranno donati alla famiglia della giovane vittima.
C’è un’aria di profonda tristezza e dolore, tra i corridoi di Giurisprudenza e tra i gruppi Whatsapp dei colleghi di Elena.
La compagna Martina Leva afferma commossa: «Stavolta è toccato ad Elena, ma ultimamente si sente parlare sempre di più di ragazzi giovani che perdono la vita sul lavoro. Bisogna chiedersi il perché, più che trovare un colpevole, cercando di ridurre al minimo questi tragici incidenti. Elena vivrà nei nostri ricordi. La commemorazione sarà proprio per questo: per farle un saluto e per dirle che noi la manterremo in vita attraverso il ricordo. Giù le mani dalle giovani vittime: chi non ci tutela ora pretende di parlare».
Tra i suoi compagni di corso c’è anche chi – proprio come Elena Russo – per pagarsi gli studi, consegna le pizze la sera. Pop Irinel, residente a Baiso, fa il rider da tre anni. Commosso, anche lui ha voluto lasciare le sue dichiarazioni in memoria di Elena.
«Il mestiere da fattorino va oltre, è qualcosa di più, qualcosa che definisco maturità e forza, perché moltissimi ragazzi preferiscono lavorare la sera per pagarsi gli studi, piuttosto che essere mantenuti dai genitori».
In meno di un secondo, il futuro che sognava Elena si è spento per sempre. Pop Irinel con dolore e rabbia, ricordandola, punta il dito anche contro alcuni sindacati dichiarando: «Ritengo indecoroso, inoltre, come alcuni sindacati parlino con il senno di poi, mostrandosi garanti e portatori di diritti e tutele quando però è tardi, perché bisogna sempre aspettare che accada qualcosa per migliorare quello che non va, anziché prevenire».
Anche Alex Falcone, un altro promotore della raccolta fondi, è un rider e ha voluto ricordare Elena: «Tu con noi, ragazzi universitari, piccoli cittadini del domani, sei stata luce, studio e libertà. Avere vent’anni, significa misurarsi con se stessi, anche attraverso gli esami, il rispetto delle scadenze, il senso di responsabilità nel finire un percorso, nel raggiungere un obiettivo e di porsi sotto il giudizio di altri. Ora che sei libera, libera dai preconcetti terreni, vola più in alto che puoi, ovunque tu vorrai».
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