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Da Reggio Emilia a Campogalliano per il rave party, denunciati giovani arrivati da tutta Italia

Carlo Gregori
Da Reggio Emilia a Campogalliano per il rave party, denunciati giovani arrivati da tutta Italia

Si erano radunati di notte in un capannone fatiscente vicino alla A22. Il viavai ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine

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REGGIO EMILIA. Ci sono anche diversi reggiani fra le persone denunciate a Campogalliano, nel Modenese, dove nella notte fra sabato e ieri è stato bloccato sul nascere un rave party all’interno di un impianto industriale abbandonato da trent’anni al lato dell’autostrada. L’arrivo di un numero eccessivo di auto e furgoni al casello della A22 nel cuore della notte ha insospettito i carabinieri di pattuglia. Quando hanno seguito il flusso di mezzi, sono arrivati in una zona degradata già frequentata da giovani del posto proprio mentre si stava finendo di installare l’impianto per la festa non autorizzata.

Sono 156 i partecipanti fermati, identificati e denunciati per occupazione abusiva di proprietà privata e per mancato rispetto del decreto conti Covid. I giovani raver – tutti tra i 20 e i 30 anni – erano provenienti da numerose province: oltre a Reggio Emilia e Modena, anche Parma, Ravenna, Forlì, Rimini, Livorno, Trento, L’Aquila. Gli organizzatori verranno anche sanzionati per aver promosso la manifestazione di spettacolo non autorizzata.

Un rave party a Campogalliano non c’era mai stato. Ed è stato tanto lo stupore degli abitanti del paese che ieri mattina, appena saputo, sono arrivati numerosi a piedi o in bici per vedere cos’era successo nel fatiscente stabilimento di lavorazione del marmo abbandonato decenni fa. Un impianto in via Madonna, in fondo alla strada del santuario della Vergine di Sassola proprio sotto il cavalcavia dell’autostrada.

Quella fabbrica in degrado è stata probabilmente scelta notandolo di passaggio sulla A22, ma all’interno si notano un impianto di skate board e la presenza di altre attività che fanno pensare che fosse già in uso da tempo dai ragazzi della zona. Ma a tradire la festa “ballereccia” non è stato il capannone o la musica già partita all’arrivo delle forze dell’ordine, bensì un passaggio sempre più insistente di mezzi nel cuore della notte del tutto anomalo in una zona di campagna.

Alle 3 sono arrivati i primi, hanno parcheggiato nello spiazzo accanto alla fabbrica, ma fuori da sguardi indiscreti e hanno montato l’impianto.

Alle 4 la zona era già troppo frequentata per non dare nell’occhio. E quando è partita la musica, tutte le strade e i campi della zona erano già circondati da agenti pronti per intervenire.

Un’operazione in grande stile coordinata da polizia, carabinieri, guardia di finanza col cane antidroga e la polizia locale, risultata fondamentale per la conoscenza del posto. Era arrivato da Bologna anche il reparto Mobile. Non tutti i giovani in arrivo parcheggiavano nei paraggi. Alcuni hanno preferito lasciare l’auto distante e arrivare a piedi.

Quando poliziotti e carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dei capannoni, i raver presenti erano un centinaio. Fuori, tra i campi e sule strade d’accesso, ne sono stati fermati altri 50.

Intanto chi stava arrivando veniva avvertito e dissuaso a restare.

La musica è stata spenta e gli impianti posti sotto sequestro. In tutto sono stati fermati e identificati 156 partecipanti.

Subito dopo è iniziato lo sgombero della fabbrica, seguito dall’arrivo del cane antidroga.

Che però non ha trovato nulla. Né ci sono stati casi di resistenza da parte dei ragazzi.

Infine, la polizia locale ferma davanti al santuario ha interrotto il passaggio deviando i veicoli e impedendo che qualcuno si avvicinasse alla zona sotto ispezione. La strada è stata riaperta solo in tarda mattinata.

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