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Inquinamento killer: a Reggio Emilia provoca ogni anno 175 morti

Lo studio sugli effetti nocivi dello smog a cura dei ricercatori dell’Istituto per la Salute Globale di Barcellona 


06 febbraio 2022 Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. Sapevamo che la Pianura Padana, affossata fra due catene di montagne, è uno degli angoli più inquinati del pianeta. La nostra città non fa eccezione, collocandosi ai primi posti in Italia, in Europa e forse nel mondo per l’accumulo di polveri sottili e composti chimici nei bassi strati dell’atmosfera. Sappiamo anche che l’alta concentrazione di tali sostanze aumenta le malattie respiratorie e la conseguente mortalità. Una squadra di ricercatori di Is Global, l’Istituto per la Salute Globale di Barcellona, ce ne fornisce una stima sulla base di un sofisticato algoritmo che quantifica il numero dei decessi evitabili se si rispettassero le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità ripulendo l’aria che respiriamo.

Ogni anno Reggio Emilia risparmierebbe in tal caso fino a 175 morti, piazzandosi nella 61esima posizione fra 858 città europee, nella graduatoria delle località esposte alle conseguenze letali delle pm 2,5, le particelle sottilissime con diametro non superiore a 2,5 micron (millesimi di millimetro).

LA RICERCA

Lo studio, i cui esiti sono pubblicati online in lingua inglese sul sito https://isglobalranking.org/, ha messo a confronto, per ciascuna di queste città appartenenti a 31 nazioni europee, i dati dell’inquinamento atmosferico riscontratovi con quelli della mortalità generale e delle malattie mortali che l’epidemiologia attribuisce alle polluzioni. Per converso, ha analizzato anche il contributo positivo che la presenza di aree verdi fornisce alla salute pubblica. Gli studiosi ne hanno considerato l’estensione, valutando il numero dei decessi che si riesce ad evitare grazie alla vegetazione urbana. La nostra città, ben dotata di parchi, giardini e viali alberati, appare tra le meno sfavorite, collocandosi al 618esimo posto su 866 città europee, sotto il profilo della minaccia alla salute pubblica dovuta alla cementificazione.

LE GRADUATORIE

Le graduatorie non sono di facile lettura, non essendo basate su scale uniformemente ascendenti o discendenti. Le concentrazioni medie annuali delle pm 2,5, ad esempio, scalano dal massimo di 27,5 microgrammi con salti e regressioni, che attribuiscono valori più alti a città meno colpite dalla mortalità respiratoria. All’apice di questa sconsolante classifica troviamo, come si diceva, proprio i centri urbani della Pianura Padana: numero 1 Brescia, 2 Bergamo, 4 Vicenza, 8 Saronno, 11 Verona, 13 Milano e poi tante altre città padane, polacche, ceche, ungheresi e slovene. Reggio Emilia è 61esima con una media di 21,5 microgrammi di pm 2,5. È questo un valore vicino al livello massimo di 25 microgrammi consentito dalla normativa dell'Unione europea e molto superiore ai 5 microgrammi raccomandati dall’Oms. I ricercatori di Is Global calcolano che ogni anno eviteremmo 163 morti se rispettassimo le nuove linee guida pubblicate l’anno scorso dall’Oms. Ne eviteremmo 115 osservando quelle meno restrittive del 2005, mentre arriveremmo ad un risparmio di 175 decessi se raggiungessimo i più bassi livelli di inquinamento. Stanno peggio diverse altre città dell’Emilia-Romagna. Piacenza è 25esima, Ferrara 26esima, Carpi 33esima, Parma 38esima, Modena 50esima, Sassuolo 60esima. Ci seguono, invece, Bologna 73esima, Forlì 82esima, Ravenna 89esima e Rimini 161esima. In fondo alla graduatoria troviamo soltanto località scandinave di Svezia, Finlandia e Norvegia, che hanno concentrazioni di polveri sottilissime comprese fra 6,5 e 5 microgrammi al metro cubo, il livello raccomandato dall’Oms.

BIOSSIDO

Reggio Emilia non si piazza molto meglio per l'inquinamento da NO2. Per la mortalità dovuta al biossido d'azoto siamo al numero 187 nella classifica di queste 858 città. Potremmo evitare 59 decessi rispettando le linee guida del 2021, zero con quelle del 2005 e 77 scendendo ai più bassi livelli di inquinamento. Invece ci possiamo consolare con gli indicatori relativi alla flora urbana. In quanto allo spazio verde alla nostra città è riconosciuto un indice di vegetazione di 0,585, superiore allo 0,486 raccomandato dall’Oms. Quindi Reggio Emilia è nella 618esima posizione fra 866 città europee. La popolazione che si trova al di sotto dell’Ndvi, l'indice della vegetazione calcolato con le osservazioni da satellite, è pari al 49,92%. Si potrebbero evitare 23 morti rispettando in pieno le indicazioni dell’Oms. L’area verde presente nel nostro comune (66,1%) è poi molto superiore al 25% raccomandato. Sotto questo profilo Reggio è 682esima. La popolazione sotto il 25% di area verde è pari al 49,34%. Risultano 10 i morti evitabili.


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