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Scuola, anche Reggio Emilia volta pagina con l’avvio delle quarantene dimezzate

Luciano Salsi
Scuola, anche Reggio Emilia volta pagina con l’avvio delle quarantene dimezzate

I presidi e il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale sull’introduzione delle nuove norme: «Non c’è stata alcuna criticità»

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REGGIO EMILIA. Da una parte l’esigenza di riportare nelle aule il maggior numero di alunni, per aumentare l’efficacia educativa e diminuire il peso delle famiglie nella custodia dei minori, dall’altra il perdurante e diffuso timore dei contagi. Il governo ha scelto una soluzione intermedia, alleggerendo ma non eliminando le restrizioni e le quarantene. Nei due giorni del fine settimana le scuole si sono dovute adeguare alle nuove disposizioni. Si temeva che lo scarso tempo a disposizione avrebbe aggravato la difficoltà di applicare norme piuttosto complicate e non sempre coincidenti con quelle adottate dalla Regione e dall’Ausl, ma finora, a detta dei dirigenti scolastici, nella nostra città gli intralci sono stati pochi e ancor meno numerosi i cambiamenti, essendo già calate vistosamente le classi costrette alla didattica a distanza.

«Abbiamo ricevuto – riferisce Paolo Bernardi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale – comunicazioni abbastanza chiare. Il decreto è in vigore da venerdì scorso. Sabato il dipartimento di Sanità pubblica ne ha dato comunicazione alle scuole, evidenziando il dimezzamento delle quarantene da dieci a cinque giorni, destinato a fare rientrare nelle aule da lunedì gli alunni che le stavano concludendo in anticipo rispetto alla prescrizione iniziale. Quindi i capi d’istituto hanno informato le famiglie tramite i siti online. Non ho avuto notizie di difficoltà nel gestire la procedura. Immagino che sabato vi sia stato qualche intasamento nelle farmacie a causa delle richieste di tamponi per i ragazzi autorizzati, se negativi, a ritornare a scuola».

Con le nuove regole nelle scuole dell’Infanzia l’intera sezione sta a casa per cinque giorni quando si riscontrano cinque bambini contagiati. Nella scuola primaria fino a quattro contagi la didattica digitale integrata scatta solo per questi casi, mentre per gli altri alunni l'attività continua in presenza, ma con mascherine Ffp2 per dieci giorni. Quando i contagi sono cinque passano alla Did per cinque giorni i non vaccinati e i non guariti dal Covid. Per questi alunni nelle scuole medie inferiori e superiori il passaggio alla Did avviene soltanto se nella classe si verificano almeno due contagi. Nelle scuole secondarie di secondo grado il maggiore cambiamento riguarda la possibilità, per i vaccinati e i guariti, di continuare in ogni caso a seguire le lezioni in presenza.

«Stimiamo – spiega Sonia Ruozzi, preside dell’istituto Pascal e coordinatrice dei dirigenti delle scuole superiori – che l’ottanta per cento dei nostri studenti sia vaccinata. Ciononostante rispetto alla settimana scorsa abbiamo rilevato poche differenze nella presenza alle lezioni, che era già alta».

Pochi i problemi anche negli istituti comprensivi. «I genitori – attesta Elena Ferrari, dirigente dell'Aosta e del Pertini 2 – sono stati adeguatamente informati e non hanno dovuto chiedere tanti chiarimenti. Non si sono verificati casi particolari a causa della retroattività del provvedimento, dal momento che gli alunni in quarantena erano già rientrati a scuola».

«Su 51 classi – dice Flora Scotto di Galletta, dirigente del Fermi – non ne abbiamo avuta alcuna in quarantena, ad eccezione di quella che la conclude oggi (ieri per chi legge). Siamo abbastanza tranquilli anche per le tre sezioni di scuola dell’infanzia».

«Fino a sabato – riferisce Silvia Guglielmi, dirigente del Kennedy – avevamo solo una classe in sospensione nella scuola media, con una parte degli alunni a casa».

I sindacati manifestano perplessità per motivi diversi. «Nella scuola dell'infanzia – osserva Silvano Saccani della Flc-Cgil – non è prescritto l'uso delle mascherine. Mantenere l'attività in presenza con quattro contagi può essere rischioso».

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