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Montecchio, si è spento a 75 anni Aldo Pattacini imprenditore e amante dello sport

Montecchio, si è spento a 75 anni Aldo Pattacini imprenditore e amante dello sport

Nel 1970 aveva cofondato la Csf Inox con altri due soci Il cordoglio del sindaco: «Ha fatto molto per il paese»

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MONTECCHIO. Montecchio perde un grande imprenditore e un concittadino che ha dato molto al suo paese.

Domenica sera si è spento, all’età di 75 anni, Aldo Pattacini, cofondatore dell’azienda Csf Inox di Montecchio. Pattacini viveva con la moglie Catia proprio di fronte all’azienda di Strada per Bibbiano. L’uomo lascia anche i figli Enrico e Maria Cinzia.

Chi lo conosce lo descrive come una persona che si è dedicato al lavoro e alla famiglia con grande decisione. Ieri tante persone si sono trovate nella chiesa parrocchiale per un momento di preghiera.

Il sindaco di Montecchio, Fausto Torelli, ha portato alla famiglia il cordoglio del paese e della sua amministrazione. «Perdiamo una persona benvoluta, amata e molto conosciuta in paese – ha detto il primo cittadino –. Un uomo che ha partecipato alla vita sociale di Montecchio e che ha dato un contributo importante al territorio con la sua azienda».

Parole di cordoglio sono state espresse anche dalla società ciclistica Bardiani Csf della famiglia Reverberi. «Apprendiamo con tristezza – ha scritto in una nota la società sportiva cavriaghese – che è venuto a mancare all’età di 75 anni all’affetto dei suoi cari Aldo Pattacini, grande uomo, imprenditore, appassionato di ciclismo e socio fondatore della Csf Inox, azienda che da molti anni sostiene lo sviluppo del ciclismo italiano».

Pattacini da giovane aveva giocato a calcio e praticato l’atletica. Con la sua azienda ha sponsorizzato stabilmente anche il Montecchio Calcio. Nel 2019 aveva contribuito alla trasferta della Reggiana Calcio Under 17 al torneo Future Champions in Sudafrica, anche per i legami d’amicizia con l’imprenditore montecchiese Giuseppe Fico (attuale vicepresidente della società granata).

Pattacini aveva fondato la Csf nel 1970 con Rolando Paterlini ed Ettore Catellani.

Il nome Csf deriva dalle iniziali di tre montecchiesi (Catellani, Spaggiari e Ferretti) che si occupavano di torneria in conto terzi, e nel 1967 decisero di unire le forze. Due anni più tardi Catellani restò solo e al suo fianco arrivarono Pattacini e Paterlini. Nel 1972 ci fu la svolta dell’azienda, con la scelta di dedicarsi esclusivamente all’acciaio inossidabile: fin da subito la Csf divenne punto di riferimento per l’industria conserviera del distretto reggiano-parmense.

L’imprenditore coltivava forti amicizie ed amava partecipare alle cene con le persone che conosceva da anni. Era però una persona riservata (il volto pubblico dell’azienda è il presidente Paterlini, noto in paese anche per l’attività benefica della “Fondazione Gianluca Paterlini”).

In queste ore tanti montecchiesi hanno voluto ricordare il 75enne. «Un uomo schivo che ha fatto tanto per il suo paese. Per lui la famiglia era la cosa più importante. Rimarrai sempre nei nostri cuori», il commento di un amico su Facebook. «Grande uomo e imprenditore a cui Montecchio deve molto», ha scritto l’imprenditore Giuseppe Fico.

I funerali si svolgeranno in forma privata.

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