«L’omicidio a Luzzara nasce da dissidi tra di loro»
Luzzara, l’opinione di uno dei titolari. I testimoni: «Ranjeet si è alzato, è andato in ufficio per informare i capi poi è morto»
LUZZARA. «Non credo che Ranjeet sia stato aggredito dai due fratelli Singh perché volevano che si dimettesse per lasciare il posto di lavoro a qualcun altro. La mia personale opinione è che ci siano stati dei dissidi tra di loro che duravano da tempo».
A parlare è uno dei quattro titolari della ditta di Codisotto di Luzzara “QuattroB” (due fratelli e due cugini) che non ha voluto dare il proprio nome e dove lunedì scorso è avvenuta l'aggressione a Ranjeet Bains, il 38enne residente a Motteggiana (Mantova), padre di due figli di 5 e 9 anni, che poi è deceduto in ambulanza per cause sulle quali si attende chiarezza dall’autopsia che verrà eseguita domani (l’avvocato che tutela la famiglia della vittima, Mauro Intagliata, ha nominato come consulente il medico legale Salvatore Sorbello).
«In ditta lavora un terzo fratello dei due Singh residenti a Suzzara - spiega uno dei proprietari dell’azienda di Cosidotto - È con noi da tempo ed è una persona esemplare. Probabilmente nel periodo di picco lavorativo ha chiamato i suoi fratelli dicendo che c’era bisogno. Il classico passaparola tra lavoratori occupati e in cerca di lavoro. Charanjit e Paramjit erano in azienda da quattro mesi e avevano un contratto a tempo determinato. Quello che è successo lo sanno solo loro. Se hanno litigato prima della tragedia non lo so, e non mi risulta che sia successo in fabbrica. Questa gente ha regole di comportamento molto diverse da noi. Se hanno qualcosa da dirsi, lo fanno in qualunque momento, senza preoccuparsi del luogo dove sono. Io credo che tra loro tre, o tra le loro famiglie, ci siano stati dissidi. Forse hanno litigato già nel fine settimana, e poi lunedì è scoppiata la lite in fabbrica che si è trasformata in tragedia. In tanti anni che lavoriamo non è mai accaduto un simile grave fatto. Certamente ci saranno state delle discussioni tra operai, ma non fatti del genere. Certamente i due aggressori saranno licenziati per giusta causa. E mi auguro che anche il sindacato possa essere d’accordo».
Dalla Fiom Cgil di Reggio Emilia fanno però sapere che «prima di esprimere giudizi sull’accaduto» vogliono «conoscere tutti gli elementi che hanno portato a questa tragedia». Il segretario Fiom Simone Vecchi ha precisato che il sindacato «sta cercando di capire, attraverso i lavoratori presenti, cosa sia successo».
Da alcune testimonianze è emerso che Ranjeet Bains, dopo avere subito l’aggressione, si è alzato da terra ed era andato in ufficio per informare i titolari di quello che gli era successo. Poco dopo il suo cuore ha smesso di battere.
Oggi i due aggressori, che ieri hanno incontrato i loro legali, compariranno di fronte al giudice per l’udienza di convalida. In questa occasione potrebbero fornire la loro versione.
Il fratello della vittima Jagjeet Bains è tornato a lavorare nell’azienda agricola di Mauro Calderini di via don Primo Mazzolari a Motteggiana. A chi gli chiede notizie sulla morte del fratello, non risponde: non riesce ancora a parlare della vicenda.
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