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Castelnovo Monti, morì a 3 anni: per i periti del gup la diagnosi tardiva fu in ospedale

La piccola Maya spirò dopo diciassette giorni di agonia al Santa Maria Nuova. I consulenti del giudice scagionano i due pediatriche sono a processo


10 febbraio 2022 Ambra Prati


CASTELNOVO MONTI. I periti nominati dal gup Andrea Rat hanno stabilito che ci fu un ritardo diagnostico, ma riguardò semmai la posizione dei sei medici del Santa Maria Nuova, già archiviati; mentre non hanno ravvisato alcuna responsabilità medica sull’operato, definito corretto, dei due dottori di Castelnovo Monti, gli unici rimastri alla sbarra: il pediatra di famiglia Carlo Boni, 61 anni (difeso dall’avvocato Jader Ritrovato di Bologna), e Gianluca Marconi, 63 anni, ex sindaco di Castelnovo Monti, ex pediatra ospedaliero del Sant’Anna (difeso dall’avvocato Alessandro Sivelli, che rappresenta pure l’Ausl chiamata in causa come responsabile civile). Sono entrambi accusati di omicidio colposo.

Questo l’esito clamoroso – contestato dalla parte civile – sulla vicenda di Maya Dumitrascu, una bambina di tre anni affetta da sindrome di Down deceduta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio il 3 novembre 2016 con una diagnosi di varicella, dopo diciassette giorni di agonia. Nell’autunno 2016, la bimba venne portata una prima volta dal pediatra per quelli che sembravano banali sintomi da raffreddamento. La piccola non migliorava e, nel corso di una seconda visita dal pediatra, le venne diagnosticata la varicella. Poi il ricovero nella Rianimazione del Santa Maria Nuova, dove sopraggiunse il decesso.

Inizialmente la Procura ha indagato otto medici, ma sei (quelli del Santa Maria) sono usciti di scena. Nella precedente udienza il gup Rat, prima di procedere, ha voluto disporre una perizia nominando dei propri consulenti: Marco Di Paolo (medico legale dell’Università di Pisa) e Maria Serenella Pignotti (ospedale pediatrico Meyer di Firenze). Ieri in aula entrambi hanno esposto quanto già messo nero su bianco: quando i pediatri del capoluogo montano l’hanno visitato Maya non aveva una sintomatologia come quella emersa in seguito, all’Arcispedale, dove la bambina è spirata per infezione batterica evolutasi in sepsi. I periti hanno escluso profili di responsabilità per i due imputati, additando come causa del decesso il fatto che Maya non fosse vaccinata contro la varicella.

Di diverso parere la parte civile (i genitori, sempre presenti in udienza). «Il nostro perito ha fornito una lettura diversa – dichiarano gli avvocati Helmut Bartolini e Gianmaria Nicastro del Foro di Torino – Maya è stata sottoposta a tutti i vaccini tranne quello della varicella perché non era indicato per i Down. La febbre alta per dieci giorni avrebbe dovuto allertare i pediatri». Il gup ha rinviato al 23 giugno quando si terrà il rito abbreviato per Marconi e l’eventuale rinvio a giudizio per Boni. «Il mio assistito sceglie l’abbreviato poiché ci consentirà, a nostro avviso, di chiudere rapidamente con un proscioglimento», ha commentato l’avvocato Sivelli.

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