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L’indagine della Cna 

Aziende a caccia di informatici, tecnici, industriali e autisti

Luciano Salsi
Aziende a caccia di informatici, tecnici, industriali e autisti

Reggio Emilia, i fabbisogni professionali delle piccole e medie industrie al centro della ricerca. Lugli: «Servono azioni formative per colmare il gap tra imprese e università» 

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REGGIO EMILIA. “Che cosa farai da grande?” è la più classica delle domande che si sono sempre rivolte ai ragazzi. Oggi in una classe delle scuole superiori reggiane quattro rispondono “Andrò a lavorare”, quattro “Studierò all'università” e gli altri “Starò sul divano”. Per fortuna è un caso limite, ma significativo di una tendenza preoccupante per le famiglie e le imprese, che non sempre riescono a trovare i giovani di cui hanno bisogno.

La Confederazione nazionale dell'Artigianato lo cita a margine della seconda edizione dell'indagine sui fabbisogni professionali condotta su 318 imprese reggiane associate, da Ughetta Fabris, responsabile dell'Area Education di Cna, e da Tina Vitiello, coordinatrice dell’ente di formazione Ecipar. Le maggiori carenze riguardano i tecnici industriali, gli autisti, gli informatici e gli operatori del settore alberghiero.

«Ciò dimostra – spiega Azio Sezzi, direttore generale di Cna – una scarsa consapevolezza nelle scelte scolastiche. Spesso non si ha la percezione, oppure se ne ha una sbagliata, del mestiere che si vuole realmente intraprendere dopo la fine del percorso scolastico. A Reggio abbiamo importanti istituti tecnici e professionali, ma il numero dei diplomati è relativamente basso. Ve ne sono che preferiscono iscriversi all'università ed altri che vanno all'estero. In molti casi occorrono la formazione post-diploma e il riallineamento organizzativo». «Non esistono – precisa Giorgio Lugli, presidente di Cna – scuole di serie A e di serie B, in quanto ogni tipo di studio, se portato avanti con impegno e determinazione, apre la strada al mercato del lavoro. I corsi post-diploma di formazione tecnica superiore Its e Ifts e gli stage formativi offrono ottime possibilità di occupazione. La sinergia tra mondo accademico e associazioni di categoria è fondamentale perché influisce sulla creazione dei percorsi scolastici e universitari sui temi più caldi per le nostre imprese, come Industry 4.0, la sostenibilità o l’efficientamento dei processi».

È importante la scelta dell'indirizzo degli studi. A tale scopo Cna Education è intervenuta negli istituti superiori della provincia con attività rivolte a studenti e famiglie, anticipando l’orientamento dalle classi quarte e quinte a quelle del biennio. Peraltro non tutte le imprese intervistate, che sono piccole e operanti per l'81% nel mercato regionale o nazionale, mostrano interesse alla formazione dei giovani, anche perché solamente il 53% prevede nuove assunzioni nei prossimi anni, rivolgendosi nel 47% dei casi alle reti amicali o alla selezione delle autocandidature.

Ben il 33% non specifica il titolo di studio richiesto, che per il 39% è il diploma tecnico-professionale e per il 9% la laurea. Nel 32% dei casi vengono offerti contratti di apprendistato, spesso convertibili a tempo indeterminato, nel 28% contratti a termine, nel 22% a tempo indeterminato e nell'11% tirocini o stage. È interessato alla collaborazione con le scuole soltanto il 55%, di cui Il 36,51% è propenso a ospitare uno stagista, il 22,41% a svolgere attività di orientamento nelle scuole o nell'alternanza scuola-lavoro. La collaborazione con l'università è presa in considerazione dal 45%, di cui il 30,95% per stage e formazione post-diploma, il 29,95% per marketing e comunicazione. Il 48% avverte il bisogno di formazione per i propri dipendenti, perlopiù per corsi tecnici specifici o per la sicurezza.

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