Gazzetta di Reggio

Reggio

Casalgrande 

Casalgrande, malore durante l’allenamento muore davanti a moglie e figlio

E. B.
Andrea Pelati, 53 anni
◗
Andrea Pelati, 53 anni

Il 53enne Andrea Pelati si è sentito male ieri al crossodromo di Castelvetro. Faceva parte del Moto Cub Regnano ed era titolare dell’AutoSport di Scandiano

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. La moto era la sua passione, un amore che ha trasmesso a suo figlio, campioncino in forza al Moto Club Regnano. Ieri pomeriggio Andrea Pelati e il 16enne Filippo erano insieme per un allenamento al crossodromo MX Park La Barbaiola a Levizzano di Castelvetro (Modena). A un tratto il 53enne di Salvaterra di Casalgrande si è sentito male ed è morto nonostante i tentativi di salvargli la vita messi in atto dai presenti e dal personale inviato dal 118.

Alla pista di Castelvetro era presente anche la moglie dell’uomo, Susanna, mentre non era con loro la figlia minore Edi.

Un pomeriggio tranquillo, da passare insieme a famigliari, amici e motori, all’improvviso, ha virato improvvisamente verso il dramma.

Pelati oltre a correre era consigliere del Moto Club Regnano da quando nel 2016 era stato fondato. Era un volto noto tra tutti gli amanti di questo sport della nostra zona.

«Quando c’era da organizzare una gara era sempre pronto a dare una mano, che fosse la pista di Castellarano o quella di Pecorile di Vezzano, non faceva mancare il suo sostegno», ha commentato ieri il presidente del Club Luca Vezzosi, molto provato per la scomparsa dell’amico Andrea.

Pelati era titolare dell’officina meccanica AutoSport di Scandiano insieme al socio Paolo Rossi.

La tragedia si è consumata in pochi istanti, chi era presente nel parcheggio del crossodromo ha cercato di salvarlo disperatamente, lo stesso hanno fatto i sanitari del 118 arrivati lungo via Oltre Guerro con un’ambulanza e un’automedica.

Per il motocislista non c’è stato nulla da fare. Sotto shock la moglie e il figlio che si trovavano nei pressi del furgoncino.

Senza parole anche i gestori dell’impianto privato che fa capo all’associazione La Quercia di Castelvetro.

Sono stati proprio loro a prestare i primi soccorsi al pilota reggiano, erano nelle vicinanze ad assistere alle performance dei vari sportivi quando si sono accorti che qualcosa non andava: «Ha spento la sua moto a pochi passi dal furgone e poi si è seduto, ci è sembrato tutto normale. Poi, in un attimo, abbiamo visto che si stava sentendo male e ci siamo precipitati in suo aiuto. Subito abbiamo capito che la situazione era critica e per questo abbiamo telefonato al 118. Allo stesso tempo ci siamo attivati per le manovre di rianimazione che abbiamo eseguito fino all’arrivo dei sanitari. Considerata la drammatica situazione era stato fatto decollare anche l’elisoccorso che, però, è stato fatto rientrare. Ormai, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Siamo distrutti, affranti e non abbiamo parole per descrivere questo momento. Siamo vicini alla famiglia, alla moglie e ai due figli».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google