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Reggiolo, storico volontario della Festa della birra muore a 40 anni

M.P.
Roberto Begliardi
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Roberto Begliardi

Roberto Begliardi pochi mesi fa aveva scoperto la malattia. Giglioli: «Protagonista delle nostre iniziative fin da ragazzo» 

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REGGIOLO. Profondo cordoglio a Reggiolo per la prematura scomparsa, a causa di una grave malattia, di Roberto Begliardi, 40 anni, da tutti conosciuto come Robby che ha collaborato come volontario nelle varie feste della birra. Era addetto alla spinatura delle “bionde”. Aveva scoperto la grave malattia a novembre. Era ricoverato all’hospice di Guastalla dove si è spento per l’aggravarsi delle sue condizioni. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio a cura delle onoranze funebri San Biagio di Suzzara (Mantova): la salma dalla camera ardente dell’ospedale di Guastalla è stata trasferita nell’abitazione di via Pascoli per una benedizione, poi l’ultimo viaggio terreno verso il cimitero di Borgo Angeli in attesa della cremazione. «Roberto, fin da ragazzino mi ha seguito in tutte le feste e iniziative che facevo – racconta Ivano Giglioli, responsabile dell’associazione Sarabiga che organizza la festa della birra di Reggiolo –. Era una persona buona, gentile, disponibile, rispettosa ed educata. Non l’ho mai sentito lamentarsi o dire una parola fuori posto. Se gli chiedevamo di fare un lavoro, lui lo faceva senza problemi. Ci aiutava nel montaggio e nello smontaggio dei vari stand. Aveva recentemente collaborato anche alle nostre iniziative di ottobre della “Bigolata” e della “Fagiolata”. A nome di tutti i volontari e del direttivo di “Sarabiga” esprimiamo cordoglio e vicinanza ai familiari».

Roberto Begliardi, che non era sposato, lavorava per un’azienda di Reggio Emilia. La sua grande passione era la moto: possedeva una Ducati con cui amava fare lunghe gite. Si era iscritto al circolo “Angeli in Moto” di Reggio Emilia. Roberto lascia nel dolore la madre Enza, le zie Natalina e Franca con le rispettive famiglie, lo zio Orlando unitamente agli altri zii, la cugina Silvana, con gli altri cugini.

La famiglia del 40enne ha ringraziato il personale dell’Hospice per le assidue e premurose cure prestate, per l’umanità e professionalità sempre dimostrata.

M.P.

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