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«Un boato e poi la polvere»: crollo nel Monte del Gesso

I residenti della zona in un primo momento avevano pensato al terremoto. Il sindaco Vescovi: «Raccomandiamo a tutta la cittadinanza di non entrare» 


15 febbraio 2022 Domenico Amidati


Vezzano. Crollo nell’ex cava del Monte del Gesso. È successo ieri alle 13,30. Gli abitanti che abitano di fronte alla vecchia fornace hanno sentito un forte boato e hanno pensato al terremoto (che c’era stato la sera prima a Carpineti, magnitudo 3.6): visto che in casa non si muoveva niente sono usciti e hanno visto della polvere salire al cielo dietro alla vecchia fornace, adiacente la statale 63. Dopo l’iniziale spavento si sono ripresi e hanno telefonato al sindaco Stefano Vescovi, che ha subito inviato la polizia locale.

Il primo cittadino si è poi recato sul posto con il capo ufficio tecnico ingegner Simone Morani e ha provveduto a informare la Provincia. Il sindaco ha avvertito la cittadinanza con un messaggio su Facebook. «A seguito delle segnalazioni riguardo un boato avvertito nella zona del Monte del Gesso, la polizia locale ha svolto un sopralluogo nell’area delle ex cave. L’amministrazione ha allertato gli enti preposti che nei prossimi giorni svolgeranno ulteriori controlli. Raccomandiamo a tutta la cittadinanza di non entrare, oltrepassare scavalcare e/o recarsi presso le ex cave. Vi terremo aggiornati».

Il vezzanese Michele Ceppeli, appassionato di fotografia, ha scattato delle foto con il suo drone. Dalle immagini si nota la parte di gesso crollata che ha fatto salire la nuvola di polvere. Il crollo è avvenuto dietro ad una delle fornaci con relativa torre ora in abbandono e adiacente la statale 63.

Il Monte del Gesso è una massa di solfato calcico cristallizzato. Erano tre le fornaci che resero famoso il paese, quella del gesso, quella della calce e quella dei mattoni e furono chiuse circa 35 anni fa. Quella del gesso era la più vecchia. Monsignor Milani nel suo libro “Vezzano e le sue frazioni nel corso della storia” ne fa cenno come operante già a partire dal 1543 e parla di cave di gesso, di forni per la cottura, di gessaioli (i lavoranti del gesso) minatori, scariolanti e altri. Il gesso di Vezzano, che era usato in Italia e non solo, era uno dei migliori in assoluto: serviva a quei tempi alla costruzione delle case e anche delle chiese (mescolato alla sabbia era un collante eccezionale). I vezzanesi erano fortunati perché oltre al gesso, grazie al Crostolo, avevano a disposizione anche la sabbia e i sassi. Col “fai da te” e con forni rudimentali i vezzanesi cuocevano il gesso e così avevano, considerato anche il legno dei loro boschi, i materiali per la costruzione delle case: tutte importanti attività che per secoli hanno contribuito, assieme all’agricoltura, alla sopravvivenza.

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