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Casalgrande, domani alle 15 a Salvaterra il funerale di Andrea Pelati

Casalgrande, domani alle 15 a Salvaterra il funerale di Andrea Pelati

Il 53enne si è sentito male sabato mentre si allenava sulla pista da motocross di Levizzano di Castelvetro con il figlio di 16 anni

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CASALGRANDE. Si svolgerà domani alle 15 nella chiesa di Salvaterra di Casalgrande il funerale di Andrea Pelati, il motocrossista morto sabato scorso a soli 53 anni per un malore mentre si trovava nella pista di Levizzano Rangone di Castelvetro (Modena). La scomparsa di Pelati, che con un socio gestiva l’officina AutoSport a Scandiano, ha destato grande cordoglio, in particolare nel mondo degli appassionati delle due ruote. L’uomo faceva parte del consiglio del Moto Club Regnano e spesso dava una mano ad organizzare le competizioni sulle piste reggiane.

Pelati si è sentito male mentre si allenava con il figlio Filippo, che ha 16 anni ed è una promessa del motocross. A bordo pista c’era anche la moglie Susanna Bettetini, mentre era assente la figlia minore Edi.

La vittima lascia anche la madre Eva Romani, il padre Giancarlo e la sorella Ilaria.

Da oggi alle 9 la salma sarà alle camere ardenti di Scandiano, da dove domani partirà alle 14.30 per la chiesa di Salvaterra.

In questi giorni tante persone hanno espresso la loro incredulità e dolore per la scomparsa di Andrea.

Il Moto Club Regnano, presieduto dall’amico Luca Vezzosi lo ha ricordato con una breve frase su Facebook: «Siamo sconvolti dal dolore, è da ieri che cerchiamo di trovare le parole ma non ci riusciamo proprio...Ciao Pelo, la tua amicizia è stata un privilegio infinito per tutti noi».

La tragedia si è consumata in pochi istanti. Chi era presente nel crossodromo ha cercato di salvarlo disperatamente; lo stesso hanno fatto i sanitari del 118 arrivati con un’ambulanza e un’automedica. I primi a prestare soccorso al pilota reggiano sono stati i gestori della pista.

«Ha spento la sua moto a pochi passi dal furgone e poi si è seduto, ci è sembrato tutto normale – avevano spiegato alla Gazzetta –. Poi, in un attimo, abbiamo visto che si stava sentendo male e ci siamo precipitati in suo aiuto. Subito abbiamo capito che la situazione era critica, e per questo abbiamo telefonato al 118».

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