reggio
cronaca

Guastalla, nei casotti e baite galleggianti le radici della gente del Po

Affollato incontro di approfondimento collegato alla mostra di Michael Kenna. Il Grande Fiume nelle fotografie di Andreoli e nelle parole di Soresina e Pavan


20 febbraio 2022 Mauro Pinotti


GUASTALLA. Nell’ambito della seconda serie di incontri di approfondimento collegati alla mostra fotografica “Il fiume Po” di Michael Kenna – aperta a palazzo ducale fino a domenica 6 marzo – si è svolto sabato 12, nella sala dell’Antico Portico, l’evento dedicato ai “casotti del Po”: una conversazione sulle più affascinanti costruzioni fluviali delle terre lambite dal Grande Fiume. Antichi capanni, baite galleggianti e suggestivi rifugi su palafitte sono stati immortalati nel libro fotografico di Giorgio Andreoli. Presenti Tiziano Soresina, Stefano Pavan e l’assessore alla cultura Gloria Negri, che hanno focalizzato i loro interventi sulle diverse funzioni e tecniche costruttive che li contraddistinguono nella evoluzione storica. Sono intervenuti anche i possessori di capanni o barche galleggianti della sponda mantovana, in particolare di Riva di Suzzara. Ne è uscito un incontro molto partecipato, con oltre cento presenze, e in diversi sono stati costretti a restare fuori perché raggiunta in fretta la capienza massima. In avvio è stato mostrato un audiovisivo di sette minuti con le immagini più belle tratte dal libro “Casotti del Po” di Giorgio Andreoli, che illustra le costruzioni fluviali nel tratto reggiano-mantovano che va da Brescello a Riva di Suzzara. Tre le “voci” che hanno animato l’incontro: il giornalista Tiziano Soresina (appassionato del Grande Fiume e sempre a caccia di nuove storie), il fotografo Giorgio Andreoli e l’architetto Stefano Pavan (comproprietario di un casotto a Gualtieri).

Soresina ha specificato: «Oggi parliamo di noi, perché le nostre radici affondano nel Po e nelle aree circostanti. Un ambiente naturalistico di grande valore che caratterizza il territorio e i nostri vissuti». Vari gli aneddoti proposti dal giornalista: la vita dell’eremita del fiume (il guastallese Pietro Rossi), il barcone alla deriva agganciato in acqua dai pescatori e poi divenuto una baracca in riva al Po, i due casotti gualtieresi abitati a lungo dal pittore Antonio Ligabue, le scorribande di chi ruba barche, motori e arredi nelle baracche.

Andreoli ha aggiunto: «Considero il libro “Casotti del Po” il frutto di 35 anni di escursioni fotografiche in zone golenali, tra spiagge solitarie, argini e pioppeti, con nebbie, neve o soleggiate giornate estive, alla ricerca di quelle atmosfere che solo il Grande Fiume sa restituire». Casotti ha parlato della “vita lenta” che si può assaporare attorno ai casotti, con un enorme carico di umanità che parla di condivisione e solidarietà fatta da chi li circonda grazie alla loro cura ed attenzione. «Una ricerca fotografica passata dall'analogico al digitale fino all’uso di fotocamere modificate per la fotografia all’infrarosso. Un documento fatto di immagini sull’area fluviale, la necessità di preservare, e perché no, riscoprire quegli spazi che necessitano dell’uomo per non scomparire».

L’architetto Pavan, proponendo diverse immagini d’epoca spesso inedite, ha toccato diversi temi: la storia degli insediamenti lungo il fiume, il passaggio dei casotti da riparo per pescatori e barcaioli a luoghi di socialità, i materiali di risulta usati nell’architettura fluviale, i tipi di barche e di pesca, i permessi e le procedure per le autorizzazioni ai casotti, tante curiosità legate alla vita sul Po che solo gli appassionati conoscono. Gloria Negri ha sottolineato come l’iniziativa si collochi come evento collaterale alla mostra “Il fiume Po” del fotografo Michael Kenna. Poi la sottolineatura: «Il Po non fa sconti, i casotti hanno bisogno di cure e costanza, ma fa ben sperare il ricambio generazionale in atto che ha fatto rifiorire non poche baracche lungo il fiume». Alcuni giovani di Villastrada hanno raccontato dell’incredibile ritrovamento di un vagone ferroviario nel bosco che hanno trasformato in un casotto. Una presenza viva anche a Riva di Suzzara, con tanti giovani avvicinatisi alla vita sul fiume. Tante le domande arrivate dal pubblico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.