"Economia, arte sport, moda... la rivoluzione Nft è in corso"
Il tributarista Deotto fa il punto sul fenomeno del momento. Il suo studio sta per lanciare una rivista legata ai “token”
REGGIO EMILIA. Nell’aprile 2011 un’opera d’arte digitale è stata messa all’asta per la prima volta da Christie’s. Il fatto che quella creazione, dell’artista Beeple, sia stata venduta per la stratosferica cifra di 69,3 milioni di dollari, ha immediatamente portato alla ribalta il fenomeno degli Nft, acronimo di “Non fungible token” (“gettoni” non fungibili, cioè non replicabili e dunque dotati di unicità). Qualcuno, ironizzando, aveva parlato di “jpg” più costoso della storia...
«L’idea di fondo degli Nft è quella di attribuire esclusività e unicità a “prodotti” in gran parte del mondo digitale, da sempre caratterizzato da un’accessibilità universale ai contenuti», spiega il commercialista Dario Deotto, dello Studio Legale Tributario “Deotto Lovecchio & Partners”, con sede principale a Reggio Emilia. In pratica, si rende unico qualcosa che per sua natura non potrebbe essere considerato tale, dato che nel mondo digitale il concetto di originale e copia appare una contraddizione.
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Anche se il fenomeno è conosciuto al grande pubblico per le implicazioni sul mercato dell’arte, in realtà è molto più vasto, come spiega Deotto, che per il Sole 24 Ore ha scritto alcuni contributi dedicati alle questioni fiscali e legali degli Nft. «Gli utilizzi e le possibili implementazioni degli Nft sono molteplici – spiega il commercialista – tralasciando i casi oramai famosi del primo tweet su Twitter di Dorsey a 2,5 milioni di dollari e dei 69,3 milioni di dollari per l’opera di Beeple, i maggiori utilizzi si registrano nei settori dell’arte, della musica, dello sport, dei giochi, ma anche dell’editoria. Nella musica, gli Nft sono stati venduti, si veda il caso di Mahmood, in relazione a taluni “pacchetti” che non comprendevano il solo brano musicale. Ma non solo: poiché l’Nft non è altro che uno smart contract, l’idea è quella di automatizzare la gestione dei diritti d’autore. In questo senso va l’accordo tra la Siae e Algorand per la creazione di Nft rappresentativi dei diritti degli autori associati alla Siae. Il campo della moda – ma anche quello dei concerti (si pensi alla possibilità di occupare un determinato posto) – è quello che certamente guarda al nuovo metaverso. Infatti, alcune case di moda hanno creato e stanno creando dei capi e accessori che potranno essere “indossati”, per il tramite di Nft, nella realtà aumentata».
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La Lega Calcio serie A l’anno scorso ha lanciato degli Nft dopo la finale di Coppa Italia che si è giocata al Mapei Stadium di Reggio Emilia il 21 maggio. I video della partita tra Juventus e Atalanta, così come il trofeo in 3D, sono stati messi in vendita come prodotti digitali originali.
«Nel settore dell’editoria si sono avuti già il caso di un giornalista del New York Times che ha venduto il proprio Nft legato a un articolo, così come stanno nascendo progetti di riviste a tiratura limitata e con contenuti esclusivi». Anche lo studio “Deotto, Lovecchio & Partners”, di cui fanno parte professionisti di Reggio Emilia (lo studio Giaroli), Canossa e Rimini (con Roberto Pasquini di Commercialista Telematico), sta per lanciare una rivista legata al mondo Nft, a cui seguirà uno specifico libro, sempre in formato Nft.
A partire da marzo uscirà Diellepi’ Magazine Nft. Sono previsti 77 Nft ogni mese per 12 uscite all’anno. Ogni Nft sarà disponibile sulla piattaforma OpenSea al prezzo di 0,080 Ether (equivalente a circa 220 euro). Acquistando l’Nft si sbloccherà, collegando il wallet, la lettura del magazine in formato pdf, che darà la possibilità di porre dei quesiti agli autori degli articoli.
Il magazine conterrà uno o più approfondimenti su tematiche di particolare interesse per l’attività professionale in ambito tributario (e non solo).
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