Crisi in Ucraina, manifestazione in piazza Prampolini per chiedere la pace
Appuntamento sabato alle 17 davanti al municipio. Vecchi e Zanni: "Inaccettabili le logiche belliche"
REGGIO EMILIA. Una manifestazione davanti al municipio per chiedere la fine della guerra, una risoluzione diplomatica dei conflitti, per impedire altri morti. In una sola parola, la pace. Sabato pomeriggio alle 17, in piazza Prampolini, Comune e Provincia di Reggio Emilia hanno indetto una mobilitazione «a fronte alle notizie estremamente preoccupanti che giungono dal confine russo-ucraino – spiegano il sindaco Luca Vecchi e il presidente di Palazzo Allende, Giorgio Zanni –. Pensiamo sia vitale ribadire la nostra preoccupazione per uno scenario che non si può ritenere accettabile venga risolto attraverso logiche belliche».
Così come accaduto già nel 2014, quando si accese lo scontro diplomatico-militare fra Russia e Ucraina, e poi ancora una volta nel 2015, le istituzioni reggiane e la numerosissima comunità ucraina della nostra provincia scenderanno in piazza allarmate dall’inasprirsi di un conflitto che va avanti da ormai otto anni. «Le crisi internazionali – proseguono Vecchi e Zanni – hanno bisogno, oggi più che mai, di soluzioni diplomatiche, di tavoli di trattativa in cui siano le dinamiche della politica, e non gli arsenali militari, a dettare l’agenda».
Ne va «della vita di decine di migliaia di civili, che sempre soffrono il prezzo maggiore da tali tipi di evoluzioni, in un mondo globalizzato in cui le enormi dotazioni di armi di distruzione di massa presenti a tutte le latitudini impongono alle classi dirigenti responsabilità ad ogni livello, pena rischi enormi, oltre l’immaginabile. Richiamando il dettato costituzionale all’articolo 11 abbiamo deciso di promuovere una manifestazione per la pace, per una soluzione del conflitto in atto che rimetta al centro i negoziati e che riannodi i fili interrotti di quel confronto all’insegna del disarmo e degli accordi che hanno posto fine alla Guerra fredda».
Le sfide che il mondo contemporaneo ha davanti, proseguono sindaco e presidente della Provincia, «sono molteplici, dalla crisi climatica alla povertà, e l’interconnessione delle questioni sul tavolo deve indurre a costruire alleanze non divisive per la cooperazione, con come principio guida la solidarietà internazionale. Reggio Emilia ha una storia di costante impegno e mobilitazione su questi valori: oggi torna drammaticamente urgente la capacità di far crescere una mobilitazione spontanea che da ogni realtà locale attraverso l’intera Italia, l’Europa, il mondo, non accetti mediazioni sui valori costituenti che dal secondo Dopoguerra in poi hanno consentito oltre 70 anni di pace».
Ad aderire alla manifestazione, oltre a gran parte dei Comuni reggiani e ad associazioni come Mondinsieme, anche i il Partito democratico: «Saremo in piazza contro le minacce di aggressione armata, contro i venti di guerra che dalla Russia spirano verso l’Ucraina, perché si scelga la via del dialogo e della pace – scrivono Roberta Mori, presidente dell’assemblea provinciale, e Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd –. Siamo mobilitati permanentemente a diffondere e custodire la cultura della pace e negli ultimi giorni abbiamo promosso importanti iniziative con Piero Fassino, presidente della Commissione affari esteri della Camera, e con Lia Quartapelle, responsabile Esteri nella segreteria nazionale Pd, per riflettere sulla crisi Russia-Ucraina. Ritroviamoci in piazza per dire no alla guerra e per esprimere solidarietà alle tante cittadine e cittadini ucraini e russi che vivono nei nostri territori e che hanno apportato un prezioso contributo al benessere reggiano».
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