Ventenne accoltellato da una baby gang al bancone del bar
Reggio Emilia: agguato alle 18 di ieri al bar Piccadilly di viale Umberto I. Quattro giovani hanno puntato dritto sul cliente, ferito in modo lieve grazie al pronto intervento del barista che lo ha difeso
REGGIO EMILIA. «Non tornare a casa, che ti ammazziamo». L’accoltellatore ha pronunciato quest’unica frase, avvicinandosi a un ventenne che stava bevendo al bancone del bar Piccadilly di viale Umberto I.
I quattro aggressori sono entrati puntando dritti al giovane albanese, colpito due volte – con un coltello, un cutter o un punteruolo, questo aspetto è da chiarire – in modo superficiale, solo grazie all’intervento del barista, che si è messo in mezzo e ha difeso il cliente. È andata bene al ventenne – noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia – finito all’ospedale con ferite da taglio superficiali.
Ciò non toglie che quanto accaduto ieri pomeriggio sia inquadrabile in una vera e propria spedizione punitiva, che potrebbe essere maturata all’interno delle baby gang. Bande di giovanissimi che imperversano sempre di più nella nostra città, nella quale si respira ormai un’aria da banlieu parigina, con ragazzini immigrati di seconda e terza generazione fuori controllo.
Tre ragazzi presenti sul posto, che la Gazzetta ha avvicinato per reperire informazioni, hanno usato toni aggressivi e hanno spintonato un nostro collaboratore.
Erano le 18 di ieri in viale Umberto I quando il ventenne, accompagnato da due amiche, ha attraversato la strada: il gruppo proveniva dalla zona della vicina banca ed è entrato nel bar Piccadilly, all’angolo con la circonvallazione, circondato da transenne per alcuni lavori in corso.
«Il ventenne è arrivato tranquillo, una delle ragazze portava un cane al guinzaglio – raccontano alcuni testimoni, clienti abituali del locale –. Era dentro da circa dieci minuti, stava bevendo al bancone, quando sono arrivati gli altri».
Gli altri erano quattro giovani, provenienti dalla stessa direzione. Appena entrata la banda si è diretta verso il ventenne, con il quale evidentemente c’era un conto da regolare.
Uno dei quattro ha estratto un coltellino e lo ha puntato alla gola del l’avventore, ma il barista – un cinese 23enne – ha “tirato” a sé il cliente facendo sì che i fendenti lo raggiungessero di striscio, appena sotto l’orecchio sinistro. Nel frattempo gli altri aggressori si sono scatenati con l’unico obiettivo di fare danni: uno ha afferrato una bottiglia e l’ha spaccata contro la porta a vetri, andata in mille pezzi. Una scena da guerriglia urbana, con altri clienti all’esterno e i genitori del barista che hanno subito allertato il 112.
Sul posto sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri. Appena si è udito il suono delle sirene i quattro aggressori si sono divisi, fuggendo in tre direzioni diverse. «Uno verso il centro, l’altro in viale Umberto e l’altro ancora in una viuzza laterale – raccontano i testimoni –. È andata bene: se il barista non fosse intervenuto, quello avrebbe fatto una brutta fine».
Il ferito, dopo essere stato medicato dai volontari della Croce rossa, è stato trasportato al pronto del Santa Maria Nuova: se la caverà con una prognosi di pochi giorni. Nel frattempo i carabinieri hanno scatenato la caccia all’uomo, battendo la zona dell’ospedale, il quartiere della Canalina e tutte le strade limitrofe, alla ricerca dei responsabili, descritti in modo sommario.
«Sono quelli di Casabase, la gang di viale Monte San Michele, gli stessi del video di Tik Tok e delle rapine. Sono numerosi: vogliono il loro momento di gloria, ma si stanno solo rovinando la vita», dicono gli avventori del bar Piccadilly, che li avrebbero riconosciuti.
Una ricostruzione che, sebbene tutta da verificare, prospetta un quadro gravissimo.
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