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Covid, contagi e ricoveri in costante calo: chiude il “tendone” in piazza a Reggio Emilia

Roberto Fontanili
Covid, contagi e ricoveri in costante calo: chiude il “tendone” in piazza a Reggio Emilia

Trentamila le vaccinazioni eseguite nella tensostruttura Dai primi di marzo quarta dose agli immunodepressi

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REGGIO EMILIA. Nessuno dice ancora che siamo ai titoli di coda della quarta ondata, ma la stessa Ausl parla di «un netto e costante miglioramento della situazione». Un giudizio confermato non solo dalla chiusura da oggi dell’hub vaccinale in piazza della Vittoria (che nei mesi di gennaio e febbraio ha consentito di far fronte alla variante Omicron e di vaccinare circa 30mila reggiani), ma anche e soprattutto dal netto e costante calo dei positivi. I contagi giornalieri negli ultimi giorni sono stati meno di 400, rispetto ai 2.500 delle scorse settimane, ma a essere diminuito è anche il numero dei ricoveri (ad oggi 106 i pazienti ricoverati per Covid) e quello dei posti letto occupati in Terapia intensiva, (otto), con la riduzione dei posti destinati ai pazienti Covid da 18 a 10. «Anche se per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri – ha fatto notare Giorgio Mazzi facendo un bilancio dall’inizio della quarta ondata – la diminuzione è più lenta perché i pazienti Covid necessitano di tempi di guarigione lunghi».

Sono drasticamente calate a 4.000 anche le persone in isolamento e sono 1.400 quelle in quarantena, rispetto ai 28mila reggiani complessivamente chiusi in casa nei mesi scorsi. Dati positivi anche sul versante scuola con 27 studenti in isolamento e solo 5 classi in quarantena, rispetto alle centinaia delle scorse settimane. Il clima, pur con tutte le cautele, che si respirava ieri in occasione della conferenza stampa dell’Ausl sull’andamento della pandemia era quello di esserci ormai lasciati alle spalle anche la variante Omicron. «Con la quale dovremo comunque fare i conti fino a primavera inoltrata», è stato sottolineato dai vertici dell’Azienda sanitaria.

A frenare gli entusiasmi è il timore dell’insorgenza di nuove varianti anche se le vaccinazioni effettuate (un milione e duecentomila, di cui 325mila terze dosi) consegna una provincia con un tasso di vaccinazione che è oltre il 90% e con dati inferiori solo nella fascia 30-50 anni e nella fascia 5-11 anni dove nelle ultime settimane si è passati dal 28 al 40% della copertura.

Un ulteriore dato positivo emerso ieri è che nella nostra provincia si è registrato il minor tasso di mortalità e di letalità (ovvero il numero dei morti sulle persone colpite da Covid) in tutta la regione. La conferma che la situazione sta volgendo al meglio arriva proprio dalla chiusura del centro vaccinale di piazza della Vittoria. Una struttura attivata in pochi giorni nella fase di acuta terza ondata (intorno alle festività natalizie) e che in due mesi ha consentito la vaccinazione di 30mila reggiani. Uno sforzo congiunto tra Ausl, Comune e Iren, che si è fatta carico del costo della struttura e delle utenze per la sua gestione e che è stato di circa 50mila euro al mese. Una soluzione che ha dato ottimi risultati e che in certi momenti ha funzionato anche 15 ore al giorno grazie al lavoro di 12 medici, una ventina di infermieri, oltre ai volontari della Protezione Civile e all’utilizzo dei percettori del reddito di cittadinanza. Un risultato che, ha detto il sindaco Luca Vecchi, «è stato frutto di una stretta e costante collaborazione tra i diversi soggetti, a partire da Iren e dalla Azienda sanitaria e che ci fa dire che oggi siamo in uscita da una situazione in cui Reggio con pragmatismo, capacità di risposte rapide e senso di responsabilità dei cittadini non esce con le ossa rotte». Da oggi i tre punti vaccinali a disposizione in città resteranno quelli dell’ospedale, della Casa del Dono e quello presso il Centro Sociale Mirandola, così come resterà attivo un punto vaccinale in ogni distretto della provincia. Saranno queste le sedi in cui dai primi di marzo dovranno rivolgersi i 6mila cittadini immunodepressi chiamati a sottoporsi alla quarta dose.

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