Reggio Emilia, per smaltire i processi arretrati in tribunale arrivano 35 rinforzi
I nuovi dipendenti assunti a Reggio grazie ai fondi del Pnrr per velocizzare i tempi della giustizia
REGGIO EMILIA. Così tante forze nuove in una volta sola, in Tribunale a Reggio Emilia, non se ne vedevano da decenni. Vista la cronica carenza di personale, l’arrivo di 35 nuovi funzionari amministrativi, per il neonato Ufficio del Processo con il fine di smaltire l’arretrato e velocizzare i procedimenti, è stato salutato come una manna del cielo e ha comportato una rivoluzione anche logistica, con l’allestimento di diversi uffici in ogni piano.
Merito del Pnrr, spiega una soddisfatta presidente del Tribunale Cristina Beretti, che ha stanziato per la Giustizia fondi ingenti affinché i tribunali italiani possano allinearsi agli standard europei. Finanziamenti limitati nel tempo e finalizzati al raggiungimento di obiettivi stringenti. Gli addetti all’Ufficio del Processo (questa la qualifica) sono stati assunti a tempo determinato per due anni e dovranno garantire nel civile la riduzione dell’arretrato del 65% entro il 2024 e del 90% entro il 2026, nel penale la riduzione della durata complessiva dei procedimenti del 25% entro il 2026.
I rinforzi – in gran parte giovani ma c’è anche una cinquantenne – sono persone che provengono da esperienze di pratica negli studi legali, specializzazione o formazione. Sulle 422 persone che hanno vinto il concorso distrettuale a Bologna, 43 sono stati destinati alla nostra città, ma alcuni hanno rinunciato. Si è quindi dovuto rivedere la distribuzione originaria: i 35 amministrativi sono andati a costituire l’Ufficio del Processo I Sezione, II Sezione, Dibattimento e gip/gup. Ciascuno di loro è stato associato a un magistrato di riferimento e gran parte delle assegnazioni sono confluite sul gip/gup, con compiti a metà tra l’aiuto del giudice e la cancelleria. Gli amministrativi, arrivati alla spicciolata tra lunedì scorso e ieri, saranno operativi non appena arriveranno i computer dal Ministero.
«Mi hanno fatto una buonissima impressione, sono desiderosi di apprendere – commenta la presidente del tribunale – Questo biennio per loro costituirà un titolo importante in vista di futuri concorsi».
«Il Tribunale di Reggio supera abbondantemente gli standard richiesti dall’Europa nel civile (che rispetta sempre al programmazione annuale), mentre arranchiamo nel penale, che ovviamente presenta variabili diverse», spiega Beretti. Tra le variabili penalizzanti, la presenza della criminalità organizzata (da Aemilia, che ha assorbito tutte le energie, a processi impegnativi tuttora in corso come Grimilde, Perseverence, Billions), il numero delle udienze penali (un quindicina a settimana) e la mole dei decreti al gip/gup («il personale della cancelleria è talmente sottorganico che i decreti non vengono caricati e restano fermi»). Tanto che, se il civile attrae, il penale a Reggio disincentiva le domande di trasferimento.
Sullo stato dell’arte della pianta organica del personale Beretti snocciola alcuni numeri. «Gli amministrativi dovrebbero essere 75 sulla carta, sono 52 (alcuni part-time e altri distaccati in tribunali diversi, gli assunti che nel 2017 erano stati una boccata d’ossigeno sono stati trasferiti nel giro di un anno); i cancellieri dovrebbero essere 17, sono 7; non esiste un dirigente del personale, del quale faccio le veci. Su 29 giudici ne mancano 4 e in aprile se ne andranno per esigenze familiari Simone Medioli Devoto (a Parma) e Chiara Alberti (al tribunale dei Minori di Bologna). Non molti, ma il problema sarà la composizione dei collegi a causa delle incompatibilità incrociate».
Il grazie speciale di Beretti va al supporto della città. «I 35 volontari Auser e quelli della Fondazione Giustizia sono preziosissimi».
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