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Fotografia Europea annulla la mostra della Russia

Il Paese era stato scelto come ospite del festival in partenza il prossimo aprile a Reggio Emilia. Il sindaco Luca Vecchi: «Non sussistono più le condizioni»


26 febbraio 2022 Martina Riccò


REGGIO EMILIA. La Russia avrebbe dovuto essere il “Paese ospite” con una mostra – curata da Dimitri Ozerkov, direttore del dipartimento di arte contemporanea del Museo Ermitage di San Pietroburgo – esposta niente meno che a Palazzo da Mosto. Ma ciò che sta succedendo in Ucraina ha imposto di rivedere (anche) il programma di Fotografia Europea.

«Stante la terribile guerra in atto – afferma il sindaco di Reggio, Luca Vecchi – non sussistono le condizioni per portare a compimento questo lavoro e la mostra che era stata messa in cantiere verrà di conseguenza annullata».

La decisione è stata presa in accordo con Palazzo Magnani, ma non a cuor leggero. Dietro il programma del festival di Fotografia Europea, infatti, si nasconde un anno di lavoro intenso, fatto di brainstorming (quelle riunioni, cioè, in cui si costruiscono le idee partendo da input e collegamenti forniti da ciascun partecipante), dialoghi, confronti e poi contatti con diversi artisti e curatori.

Nessuno, un anno fa, poteva immaginare che dopo l’emergenza provocata dal Covid sarebbe scoppiata anche una guerra, e così alla Russia era stato dato il compito di raccontare la resilienza dimostrata dagli adolescenti durante la pandemia. Ieri, però, alla luce dei terribili fatti che stanno sconvolgendo il mondo intero, la mostra “Sentieri nel Ghiaccio” – una selezione di artisti Alexander Gronsky, Anaïs Chabeur, Olya Ivanova, Evgeny Khenkin, Anselm Kiefer, John Pepper e Dimitry Sirotrin – è stata cancellata.

Una posizione altrettanto forte è stata presa dal sindaco di Milano, Beppe Sala, nei confronti del direttore d’orchestra Valery Gergiev, che ha più volte espresso la sua vicinanza a Putin e in questi giorni è alla Scala per dirigere la “Dama di Picche”. Il primo cittadino, in accordo con il sovrintendente della Scala Dominique Meyer, ha chiesto a Gergiev di «prendere una posizione precisa, altrimenti saremo costretti a rinunciare alla sua collaborazione».

Non solo. Nessun cantante russo potrà partecipare all’edizione di quest’anno dell’Eurovision Song Contest, che prevede la finale a Torino. Lo hanno deciso gli organizzatori dell’Ebu, European Broadcasting Union, ovvero i servizi pubblici europei. In una nota si legge che la decisione è stata presa per il timore che, alla luce della crisi senza precedenti in Ucraina, «l’inclusione di una voce russa nel Contest di quest’anno porterebbe screditare la competizione stessa».

A schierarsi per la pace c’è poi lo sport. In risposta all’invasione russa dell’Ucraina, la Uefa ha deciso di cancellare la finale di Champions League in programma a San Pietroburgo e spostarla a Parigi.

Non si correrà nemmeno il Gran Premio di Russia di Formula 1. La gara in programma a Sochi il 25 settembre, infatti, sarà cancellata dal calendario 2022.

L’Eurolega di Pallacanestro ha congelato le partite e sta valutando di escludere le squadre russe. E, a cascata, tutte le federazioni internazionali dei vari sport, a partire da quella dello sci, si preparano ad annullare gli eventi in Russia.

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