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Correggio, l’ostensorio di San Quirino opera di Minari in mostra a Parma

Mauro Pinotti
Correggio, l’ostensorio di San Quirino opera di Minari in mostra a Parma

È uno dei pezzi dell’esposizione a Palazzo Bossi Bocchi. Fu realizzato per celebrare l’anno mariano del 1954

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CORREGGIO. C’è anche un pezzo correggese nella mostra che si è aperta ieri nella sede dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Parma. La Diocesi di Reggio Emilia, infatti, è partecipe della proposta culturale con il pregevole ostensorio in argento, perle e pietre dure appartenente alla parrocchia di San Quirino.

L’esposizione si intitola “Cornelio Ghiretti e la scuola parmense di sbalzo e cesello”. Si tratta di una retrospettiva che fa luce su interessanti figure di artisti, che nella prima metà del Novecento contribuirono alla nascita della Scuola parmense di sbalzo e cesello. L’esposizione, curata da Francesca Magri e Anna Mavilla, è il frutto di una meticolosa ricerca storica originata dalla donazione alla Fondazione parmense della Collezione di Claudio Cantadori. Ne è scaturita una mostra che offre uno spaccato inedito sulla scultura e l’arte decorativa della prima metà del Novecento in area parmense, con un particolare interesse nei confronti di tre originali artisti, in parte rimasti ancora in ombra: Renato Brozzi, Cornelio Ghiretti e Mario Minari, la cui esperienza “del saper fare” trova radici nella prestigiosa Fonderia di Giuseppe Baldi di Traversetolo.

In mostra è possibile ammirare sculture in bronzo; sbalzi in rame e argento; oggetti di designer e decorativi; una ricca collezione di disegni e bozzetti, a documentare gli interessi degli artisti, ma anche dei loro committenti, tra la morbidezza a tratti languida dell’Art Nouveau, le suggestioni neo rinascimentali ai limiti del falso, il rigore tipico dell’arte del Ventennio.

Il monumentale oggetto liturgico, alto circa 90 centimetri, fu disegnato da Carmela Adani (in mostra il bozzettoin scala 1:1) su commissione del parroco di Correggio don Bruno Corradia per celebrare l’Anno Mariano del 1954. La scultrice correggese per tale occasione disegnò un elemento ricco di allusioni simboliche: i gigli della purezza; il roseto profumato; l’albero paradisiaco con il serpente sconfitto dall’Immacolata; il legame tra Eucarestia e Battesimo con il rinvio nella raggera ai motivi decorativi del fonte battesimale di Correggio; il rapporto tra l’Incarnazione di Cristo e il Pane transustanziato per la forza dello Spirito Santo. A impreziosire l’elemento sono 50 perle, rinvio alla corona del rosario, e le pietre dure di diversi colori. Autore materiale dell’ostensorio fu Mario Minari, capace di tradurre gli echi del lessico ancora Liberty dell’Adani nella fusione del metallo prezioso, da lui sbalzato, cesellato e in parte dorato.

La mostra sarà visitabile fino al 29 maggio presso Palazzo Bossi Bocchi a Parma.



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