Guerra in Ucraina, da Rubiera una “carovana” con i prodotti per i bambini
Punto di raccolta il negozio “I sapori dell’infanzia”, in viale Matteotti 1/A, a Rubiera
REGGIO EMILIA. Le raccolte di generi di prima necessità non riguardano solo il capoluogo reggiano. Uno dei Comuni più attivi in queste ore è quello Rubiera, dove il sindaco Emanuele Cavallaro ha siglato proprio ieri pomeriggio un accordo di solidarietà con la comunità ucraina rubierese e con Mary Sova, titolare del negozio “I sapori dell’infanzia” (viale Matteotti 1/A, Rubiera) specializzato nella vendita di prodotti dell’Est Europa.
Proprio l’attività commerciale è stata adibita a punto di raccolta di omogenizzati, pannolini, prodotti per l’igiene personale, teli, asciugamani e coperte «che verranno inviati in Moldova – spiega Cavallaro – al confine con l’Ucraina, alla Caritas locale, grazie a un pulmino che parte ogni domenica mattina».
Qui verranno poi destinati alla popolazione ucraina, anche quella che sta attraversando il confine per scappare dall’invasione russa. Il sindaco, sempre ieri, è stato anche protagonista di una seconda iniziativa di solidarietà, lanciando sui social un appello alla popolazione per «mettere a disposizione qualche alloggio o qualche stanza. Chi vuole può scrivermi a sindaco@comune.rubiera.re.it o chiamare lo 0522/622201».
Già in questi giorni infatti, ci spiega Cavallarol «abbiamo avuto testimonianza dell’arrivo di qualche famiglia e di gruppi che sono già in viaggio e che vengono a raggiungere parenti, amici, mamme e nonne che vivono qui e lavorano qui da noi. Posto che c’è una prima linea di accoglienza, che sono le famiglie, potremmo per qualche giorno dover contare su soluzioni provvisorie in attesa che parte la macchina dell’accoglienza ufficiale».
Per questo, conclude, «abbiamo convocato una riunione del centro operatovi di Protezione civile per fare il punto delle risorse. C’è una rete consolidata di risorse ma si tratta di una dinamica particolare visto che non c’è un hub centralizzato. In queste poche ore abbiamo già avuto cinque manifestazioni di disponibilità fra stanze e appartamenti».
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