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Raccolta di generi alimentari e medicinali per i feriti. Reggio Emilia invia i primi pacchi per l'Ucraina

In via Turri il punto di raccolta principale in città, tante iniziative anche in provincia: «Abbiamo bisogno di farmaci, bende, cibo a lunga scadenza e vestiti pesanti» 


01 marzo 2022 Leonardo Grilli


REGGIO EMILIA. Dalle parole ai fatti. Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi contro la guerra in Ucraina e le promesse di aiuti e vicinanza al popolo colpito dalle bombe dei russi, la provincia di Reggio Emilia si sta mobilitando in concreto. Organizzando, nel giro di pochi giorni, una serie di iniziative di solidarietà tangibile verso la popolazione ucraina, soprattutto raccolte di prodotti e generi alimentari da inviare nel Paese.

Iniziative che spesso sono partite dagli stessi ucraini residenti nel Reggiano e che hanno trovato immediatamente la pronta collaborazione di istituzioni, associazioni, volontariato e popolazione. In città una delle principali iniziative è stata quella organizzata dall’Associazione dei volontari ucraini in Italia: in via Turri 69/A è stato aperto un centro di raccolta, ufficializzato dallo stesso Consolato generale d’Ucraina a Milano, per la donazione di prodotti di prima necessità.

Lo stoccaggio e l’impacchettamento dei prodotti avviene in una sorta di grande capannone di proprietà di un cittadino ucraino, che ha concesso lo stabile all’associazione gratuitamente. «Siamo tutti volontari – ci raccontano due donne ucraine intente a smistare le donazioni – e abbiamo pensato di organizzare questa iniziativa immediatamente, dovevamo aiutarci in qualche maniera. Così abbiamo chiesto ai nostri connazionali di cosa avessero bisogno».

E l’elenco delle richieste dà l’idea di quanto sia drammatica la situazione in Ucraina: «Ci hanno detto che occorrono soprattutto antidolorifici, garze, cerotti, disinfettante per le ferite, acqua ossigenata, siringhe, lacci emostatici. Anche antibiotici, ma servirebbero le ricette. Anzi, se qualche medico può aiutarci gliene saremmo grati». Domenica, primo giorno di questa iniziativa, i volontari hanno già spedito 28 scatole di medicinali, 37 scatoloni di cibo a lunga conservazione, pannolini «ma anche pannoloni per adulti necessari per i feriti più gravi. Chiediamo ai reggiani di aiutare il nostro popolo e la nostra patria. Portate qui quello che potete».

Una seconda raccolta è poi quella organizzata dalla comunità ortodossa il cui parroco, tutti i giorni dalle 17 alle 20, sarà in via Mascagni 52 per ricevere le donazioni. In questo caso si richiede ai reggiani l’invio di cibo di qualsiasi tipo, tè, caffè solubile, coperte, salviettine imbevute di alcol, termocoperte, barelle di Barelle tipo “yuta”, zaini medici, guanti monouso, sacchi a pelo, kit di pronto soccorso.

Ma non mancano anche le richieste di medicinali. Sempre in città un’altra raccolta degli stessi prodotti si svolge tutti i giorni, dalle 14 alle 16, nella chiesa di San Giorgio di in via Farini 10, quella frequentata dagli ucraini di rito greco-cattolico.

A Casalgrande, invece, si è mobilitata l’associazione Voce Bikers, che in via Liberazione 26, dalle 20 alle 22.30, raccoglie i beni da inviare poi alla comunità ortodossa. Mentre a Sant’Ilario d’Enza quattro ragazze, Alice, Xenia, Giovanna e Patrizia, hanno promosso all’interno del proprio comune l’iniziativa lanciata dal ristorante “La grande mela” di Villa Cella con l’obiettivo di raccogliere beni di prima necessità, farmaci e accessori per l’infanzia per la popolazione ucraina.

In poco meno di 8 ore hanno diffuso il progetto tra familiari, amici, conoscenti, chat scolastiche, associazioni sportive, riscontrando un grande spirito collaborativo. Punto di raccolta il bar “Da Fosco” a Sant’Ilario, tutti i giorni fino alle 21, e il ristorante di Cella, dalle 10 alle 15 e dalle 18 alle 23, che si occuperà poi di organizzare i viaggi per l’Ucraina tutti i fine settimana.

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