Guastalla, mezzo secolo con gli arbitri: riconoscimento Aia a Francesco Lundari
Nel 1970 aveva iniziato ad arbitrare: oggi è tutor e osservatore
GUASTALLA. «Essere arbitri, aiuta nella formazione del proprio carattere e della propria personalità, ed aiuta ad affrontare con maggiore forza i momenti difficili che inevitabilmente capitano nella vita di tutti». Lo ha detto Francesco Lundari lunedì sera allo stadio Mirabello in occasione della consegna di una pergamena per i suoi 50 anni di appartenenza all’Associazione italiana arbitri (Aia).
La cerimonia è avvenuta nel corso di una riunione tecnica degli arbitri reggiani.
L’importante traguardo è stato raggiunto da Lundari nel 2020, ma causa pandemia la cerimonia si è svolta soltanto ora. Francesco Lundari, classe 1950, è diventato arbitro a Siracusa, dove si trovava per motivi di studio, nel maggio del 1970.
Nel settembre, tornato a Guastalla, fu accolto nella sezione reggiana, che allora era in via Berta e il cui presidente era Giovanni Miselli.
Come arbitro ha diretto partite a livello dilettantistico fuori regione, un gradino sotto la Can D. Cessata l’attività sul campo è diventato osservatore. In quella veste è arrivato fino alle serie C, dove è rimasto per quattro anni. Erano gli anni in cui il Brescello militava in serie C.
Poi Lundari è diventato dirigente a Roma come componente del Servizio ispettivo nazionale (Sin) che ha il compito di andare a fare verifiche amministrative in tutte le sezioni del territorio italiano: è rimasto in quella funzione per 8 stagioni e mezza, girando l’Italia in lungo ed in largo.
Cessata questa attività si è dedicato alla formazione dei giovani arbitri reggiani, svolgendo sino ad oggi l’attività di osservatore e di tutor, quella funzione che consente agli arbitri alle primissime gare di avere un arbitro “anziano” per dare loro, da bordo campo, suggerimenti.
«Come attività professionale, dopo una esperienza come praticante giornalista alla “Gazzetta di Reggio” che mi consentì comunque di fare l’esame da giornalista professionista all’Eur a Roma, fui assunto in Banca Agricola Mantovana dove diventai dirigente», spiega il guastallese. In pensione dal 2008, Lundari è volontariato con l’Associazione Nazionale Carabinieri.
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