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Reggio Emilia, ubriaco pesta selvaggiamente la moglie. La figlia chiede aiuto: «Così l’ammazza»

Il 40enne arrestato da polizia e carabinieri per maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento


02 marzo 2022 Ambra Prati


REGGIO EMILIA. «Venite presto, mio papà sta ammazzando la mamma». Questa la telefonata arrivata in piena notte al centralino della questura dal campo nomadi di via Gramsci, l’insediamento di maggiori dimensioni in città. L’intervento di polizia e carabinieri ha sventato un dramma familiare: un uomo, dopo avere alzato parecchio il gomito, stava pestando la compagna, finita all’ospedale con una prognosi di parecchi giorni. Il 40enne ha tentato anche di aggredire i poliziotti e, portato sull’auto di servizio, l’ha danneggiata a suon di testate.

Al termine di una nottata piuttosto turbolenta – con i vicini svegliati dalle urla e usciti per capire cosa stesse accadendo – il 40enne è finito in manette per i reati di maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

La telefonata di allarme, lanciata dalla figlia maggiore della coppia, è giunta alle tre della notte tra domenica e lunedì dal campo nomadi della frazione di Pratofontana. Verso l’agglomerato di camper e caravan si sono dirette due pattuglie, una delle Volanti e una dei carabinieri; un intervento congiunto dettato da motivi di sicurezza. Su indicazione della figlia, i poliziotti hanno raggiunto la madre: presentava evidenti segni di percosse su quasi tutto il corpo, dal volto al torace, dalle gambe alle braccia. Era evidente come la donna fosse stata picchiata selvaggiamente, all’interno del camper familiare trasformatosi in un luogo di terrore.

All’arrivo delle forze dell’ordine nel camper c’era il compagno, in stato di alterazione psicofisica: forse aveva assunto droghe oppure (più probabile) aveva esagerato con l’alcol. Alla vista dei poliziotti il 40enne si è agitato ancora di più e ha iniziato a inveire intimando loro, con tono minatorio, di andarsene: a suo dire quella era una questione di famiglia. Gli agenti hanno tentato di riportare l’uomo alla calma e gli hanno detto di stare a distanza dalla compagna, ma per tutta risposta il 40enne si è scagliato contro i poliziotti nel tentativo di aggredirli.

È stato necessario l’intervento dei rinforzi per bloccare il capofamiglia e chiuderlo all’interno dell’auto di servizio della polizia, in attesa che sopraggiungesse l’ambulanza.

Nell’abitacolo il 40enne non è arrivato a più miti consigli, anzi ha continuato a imprecare contro i poliziotti e non ha esitato a farsi del male: con la testa ha picchiato più volte contro il finestrino della portiera posteriore destra, fino a ferirsi, e ha sferrato calci nell’abitacolo.

Nel frattempo un’ambulanza del 118 è arrivata a sirene spiegate.

I sanitari hanno prestato le prime cure alla donna che era in condizioni pietose; è stata poi trasportata al pronto soccorso del Santa Maria Nuova e sottoposta a una serie di esami per escludere lesioni interne.

Il 40enne violento invece è finito negli uffici della questura, dove dopo l’identificazione nei suoi confronti è stata formalizzata con una triplice accusa. Anche se la compagna decidesse di non sporgere denuncia è stato attivato il “Codice rosso”; per i maltrattamenti, come per gli altri reati, si procederà d’ufficio.

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