Paci verso la guida della Procura di Reggio Emilia: voto unanime al Csm
Commissione compatta, entro due mesi deciderà il plenum Il magistrato 57enne è procuratore aggiunto in Calabria
REGGIO EMILIA Si avvia ad essere sciolto – dopo oltre un anno – il vero nodo sulla giustizia reggiana riguardante il nuovo capo della Procura.
Il 57enne Calogero Paci, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, è stato ieri proposto all'unanimità dalla Commissione incarichi direttivi del Csm per il posto di procuratore a Reggio Emilia. Dopo il voto nella Quinta Commissione si attende la decisione del plenum per confermarlo, il che dovrebbe avvenire entro due mesi. Paci si era candidato con altri nove magistrati (oltre al suo nome, l’altro più noto è quello di Henry John Woodcock) ed ora veleggia verso un posto tutto sommato “scomodo”, essendosi liberato dopo il turbolento trasferimento dell’ allora capo, Marco Mescolini, astro dell’antimafia la cui carriera si è incagliata proprio nella città dove ha celebrato il maxi processo contro la ’ndrangheta, Aemilia, trasferito dopo la pubblicazione delle sue chat con l’ex membro di spicco del Csm, Luca Palamara. Messaggi ed altre situazioni che hanno portato al deterioramento del rapporto di fiducia con alcuni suoi sostituti reggiani. Tutto ciò ha portato al trasferimento per «incompatibilità ambientale» dopo un esposto votato poi all’unanimità dal Csm. E dal 24 febbraio 2021 la nostra Procura è retta dalla facente funzioni Isabella Chiesi.
Gaetano Paci si è laureato in Giurisprudenza (con il massimo dei voti) a Palermo nel 1987, per poi specializzarsi in diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Dopo aver svolto per circa un anno (dal 1990) le funzioni di direttore del carcere di Crotone, ha fatto ingresso in magistratura sul finire del 1991. Occupandosi di corruzione e concussione nella pubblica amministrazione, progressivamente è stato inserito nelle indagini in materia di criminalità organizzata (nel 1999 il suo ingresso in Dda), coordinando attività che hanno portato agli arresti di diversi latitanti: da Mariano Tullio Troia, a Tommaso e Giacomo Amato, a Natale Bonafede. Fra le sue indagini rilevanti la recente “Petrolmafie spa” che conta quasi 700 indagati accusati di riciclaggio e che negli anni scorsi ha dato la caccia al boss latitante Marcello Pesce, reggente del casato di ’ndrangheta arrestato nel 2016.
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